Parcheggio multipiano, niente risoluzione del contratto tra Frosinone mobilità e servizi e Comune. Ma il tribunale condanna l'amministrazione comunale al risarcimento di 114.235,69 euro in favore del gestore della struttura (ottenuta con il project financing). La Fms, al contempo, dovrà riattivare il servizio di scala mobile, interno al parking.
Nel 2018 la Frosinone mobilità e servizi, rappresentata dall'avvocato Luigi Cesaro, chiamava in giudizio il Comune di Frosinone, difeso da Paolo Tagliaferri, per la risoluzione del contratto di concessione del multipiano di viale Mazzini, stipulato nel 2004, «per grave inadempimento» e il risarcimento dei danni. Tra le parti sono insorti vari contenziosi, perfino un'inchiesta penale (poi chiusa con un proscioglimento) dopo la decisione di Fms di aumentare unilateralmente la tariffa da 0,70 a 1 euro, poi revocata, e un arbitrato, richiamato pure dal giudice nel procedimento in questione.

Tra le richieste che Fms ha fatto al giudice civile Paolo Masetti ci sono: la mancata operatività del servizio di rimozione delle auto in sosta vietata, il ritardo nell'attivazione del servizio di elevazione delle contravvenzioni, la sottrazione di 63 stalli del parcheggio via De Matthaeis, la mancanza di redditività di altri 161 posti a valle dell'ascensore inclinato, a causa dei continui guasti dell'impianto meccanizzato, il minor livello di redditività degli altri stalli a causa di sosta selvaggia e per le «ordinanze sindacali di interdizione/limitazione del traffico». Tra le lamentele della Fms anche la delocalizzazione della Banca d'Italia e dell'ospedale. Il Comune ha evidenziato che «il trasferimento dell'ospedale era stato evento tutt'altro che imprevisto... i cui lavori erano stati addirittura eseguiti da un socio della Fms, la società Gruppo Zeppieri Costruzioni».

L'area De Matthaeis
Il giudice nell'analizzare le varie doglianze ha ritenuto «poco comprensibili» le giustificazioni del Comune sulla soppressione del parcheggio di via De Matthaeis, mentre sulla mancata efficienza dell'ascensore inclinato ha osservato che «i periodi di chiusura dell'ascensore... non hanno reso di per sè inutilizzabili gli stalli». Quanto alla mancata operatività del servizio di rimozione, il giudice ritiene la circostanza non dovuta «a volontà dell'ente». Sulle contravvenzioni è stato ravvisato solo un lieve ritardo e dunque ininfluente. Non risulta provato, inoltre, l'omesso controllo delle auto in sosta vietata su aree prossime alle strisce blu.

Il caso ospedale
Il giudice osserva come il mantenimento dell'ospedale a viale Mazzini non risulta essere «stato richiamato nelle premesse» del contratto. Tanto più che «è rimasta oltretutto incontestata la circostanza allegata dal Comune» sulla «realizzazione del nuovo ospedale proprio da parte di un socio della Fms». Inoltre, per il Ctu il trasferimento non ha avuto riflessi sulla sosta al multipiano.

Secondo il giudice sulla base della consulenza tecnica è «palese che l'incidenza dei mancati ricavi ascrivibili» all'ente «sulla forbice tra ricavi attesi e ricavi conseguiti è assolutamente secondaria, essendosi verificati scostamenti rispetto a quanto previsto dal piano economico finanziario in tutte le aree considerate, per un importo complessivo che oscilla dai 400 ai 600 mila euro all'anno». Per il giudice è evidente «che la non redditività dell'investimento ed il mancato raggiungimento dell'equilibrio economico finanziario sia ascrivibile, essenzialmente alla mancata realizzazione delle previsione del piano circa l'utilizzazione degli stalli di sosta da parte della popolazione (che il Ctu ha giudicato fin troppo ottimistiche e sovrastimate, con particolare riferimento ai tassi di occupazione di alcune aree tra cui lo stesso parcheggio multipiano)». Ragion per cui gli inadempimenti del Comune è escluso che abbiano «un livello di gravità tale da giustificare la risoluzione del contratto e la connessa condanna al risarcimento dei danni».

Tuttavia, «va riconosciuto l'obbligo risarcitorio del Comune nei limiti dei mancati ricavi legati all'indisponibilità dei posti a raso del parcheggio De Matthaeis e alla mancata rinegoziazione degli stalli resi inutilizzabili dai provvedimenti limitativi della circolazione stradale». La domanda, essendo limitata agli anni 2011-2013, comporta una limitazione del risarcimento. Per De Matthaeis viene stimato un danno di 98.885,46 euro. Invece per le perdite dalle limitazioni alla circolazione, il danno è di 15.350,23 euro. Da qui la condanna del Comune a 114.235,69 euro.

Il Comune chiedeva il risarcimento danni per un episodio, frutto di un errore della ditta incaricata, di demarcazione di strisce blu ulteriori, poi cancellate, e per l'aumento unilaterale, poi annullato, della tariffa oraria da parte di Fms. Fatti di «scarsa gravità». Sulle condizioni del parcheggio, prese in considerazione solo «la mancata attivazione del servizio di guardiania e il mancato funzionamento delle scale mobili». Escluso il grave inadempimento. Del resto la guardiania non è indicata nel contratto. Così le richieste del Comune, a cominciare dalla risoluzione, non sono accoglibili salvo la riattivazione del tapis roulant.