In questi giorni nella Regione Lazio e nella Asl di Frosinone, ha preso il via la campagna di vaccinazione antinfluenzale e antipneumococcica ancora una volta di prioritaria importanza anche nella gestione dell'emergenza Covid.

«La vaccinazione antinfluenzale - si legge nella nota della Asl di Frosinone - è fondamentale per prevenire una malattia, apparentemente banale, che può, invece, essere responsabile di gravissime complicanze per le quali ogni anno si registrano casi gravi e mortali. Anche quest'anno il virus influenzale circolerà contemporaneamente al Coronavirus e, pertanto, sarà ancora più importante vaccinarsi contro l'influenza e contro lo pneumococco, germe responsabile di polmoniti batteriche».

Secondo l'assegnazione regionale, per la Asl di Frosinone, sono disponibili circa 130 mila dosi di vaccino, con un impegno organizzativo enorme, iniziato già da agosto e teso a raggiungere in maniera capillare tutte le categorie a rischio. «Ad oggi - prosegue la nota - è stata completata da parte del servizio farmaceutico, attraverso il servizio di trasporto aziendale, la distribuzione della prima tranche dei vaccini ai medici di medicina generale e ai servizi aziendali, in linea con le indicazioni della normativa regionale».

Nella Regione Lazio la vaccinazione antinfluenzale è fortemente raccomandata ed offerta gratuitamente per tutti i soggetti di età superiore ai 60 anni, per i lavoratori e il personale sanitario e di assistenza, anche volontario, delle strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali di tutte le tipologie esistenti; per i bambini di età compresa fra i 6 mesi e i 6 anni. Inoltre, la Asl raccomanda la somministrazione del vaccino alle donne in gravidanza e nel periodo "postpartum" e per tutti i soggetti dai 6 ai 60 anni a rischio per patologia o per particolari condizioni di vita e di lavoro.

«Sarà fondamentale e prioritaria - conclude la Asl - la vaccinazione dei soggetti fragili e degli ospiti delle strutture socio sanitarie e socio assistenziali della nostra provincia, che verranno vaccinati in sede, unitamente al personale di assistenza». La vaccinazione per gli adulti potrà essere effettuata presso gli studi dei medici di famiglia e presso i centri vaccinali della Asl.

I bambini di età compresa fra i 6 mesi e i 6 anni, e tutti i bambini con patologia di qualsiasi età, che sono quelli più a rischio, potranno essere vaccinati per fascia d'età: bambini dai 6 mesi ai 2 anni e bambini con patologia di qualsiasi età, presso i centri vaccinali di riferimento; bambini dai 2 ai 6 anni, dal loro pediatra, se partecipante alla campagna vaccinale, oppure presso i servizi vaccinali di riferimento, a partire da mercoledì, 12 ottobre. Sarà anche possibile la somministrazione contemporanea, nella stessa seduta, del vaccino antinfluenzale e del vaccino antiCovid-19, dal proprio medico di medicina generale o presso gli hub vaccinali.

«Sono tre gli obiettivi principali di questa vaccinazione: proteggere se stessi, proteggere chi ci sta intorno e proteggere il sistema, come abbiamo ben imparato con l'emergenza Covid - afferma la dottoressa Maria Gabriella Calenda, responsabile del coordinamento attività vaccinali - Vaccinarsi contro l'influenza non è mai stato così importante come quest'anno proprio perché si sono selezionati gruppi di popolazione che non sono venuti a contatto con il virus in questi ultimi due anni».

Quella antinfluenzale «non è una vaccinazione "di massa" - continua la dottoressa Calenda - ma "selettiva", destinata cioè a precise categorie a rischio, quali le persone anziane (da qualche anno la gratuità è stata estesa a partire dai 60 anni),  i bambini dai sei mesi ai 6 anni e le persone con malattie croniche (cardiopatici, pazienti oncologici o con patologie polmonari croniche, insufficienza renale, diabete)».

«Nel caso dell'influenza, infine, non c'è un vaccino "a taglia unica", buono per tutti. Il sistema immunitario invecchia come tutto l'organismo; quindi, un vaccino tradizionale potrebbe risultare un po' meno efficace proprio in quelle fasce d'età che vanno più protette. Per questo, nei soggetti al di sopra dei 65 anni utilizziamo il vaccino "adiuvato" o "ad alto dosaggio", che consente di ottenere una risposta più efficace da parte dei sistemi immunitari più deboli; dai 6 ai 64 anni il vaccino classico, sempre efficace; per i bambini dai 2 ai 6 anni, il vaccino spray nasale, più maneggevole ed accettato da bimbi e genitori con l'influenza stagionale possiamo senz'altro ormai affermare: ad ognuno il suo vaccino», conclude Calenda.