Traffico in tilt. E sulla ciclabile poche biciclette. Con la riapertura delle scuole si è riaccesa la polemica in via Marittima. Torna al centro del dibattito la nuova viabilità che ha stravolto le abitudini della parte bassa di Frosinone. A parlare sono alcuni commercianti e cittadini della zona interessata, che lamentano più traffico, soprattutto nelle fasce orarie critiche, e di conseguenza una diminuzione della clientela.
Da questa estate è partita una nuova sfida sul territorio: un progetto innovativo e green che ha introdotto una pista ciclabile che collega l'area del Casaleno al parco del Matusa e il senso unico di marcia. Una partita ancora aperta visti i numerosi problemi lamentati da chi frequenta quotidianamente quel tratto.

«Dove sono gli amministratori? Non si vede nessuno – dicono alcuni commercianti, tra cui una dipendente del forno "Carlo e Graziella" – Nessuno si interessa ai problemi reali che viviamo ogni giorno». Il progetto nasce soprattutto per ridurre l'inquinamento da polveri sottili. «Un problema che a nostro avviso resta irrisolto – sostengono – Gli autobus sono bloccati nel traffico per troppo tempo e creano così file chilometriche che contribuiscono ad alimentare l'inquinamento».

Una pista ciclabile senza bici
Un altro problema riguarda i pericoli della ciclabile. Pedoni a passeggio o in tenuta da jogging, passeggini e monopattini elettrici a velocità incontrollate. Insomma, una pista ciclabile scambiata per un parco dove mancano le protagoniste, le biciclette. Ma non motorini e scooter. Sono numerosi, infatti, i cittadini che hanno segnalato un uso improprio del tratto previsto esclusivamente per le bici.
«La pista ciclabile così come è non serve – continuano alcuni titolari di esercizi commerciali – Doveva essere progettata diversamente, soprattutto non in quella strada. Noi chiediamo che venga pensata una soluzione il prima possibile. Così non riusciamo più ad andare avanti».

Crisi energetica e clientela
Crisi economica, bollette triplicate e prezzi delle materie prime alle stelle. «Con tutti i problemi che abbiamo oggi, questo non fa altro che influire ancora di più in negativo – sottolineano – Chi ha realizzato tutto questo dovrebbe magari venire a verificare di persona i problemi che viviamo ogni giorno».
Per non parlare della clientela. «Il lavoro è sceso tantissimo – concludono – I clienti iniziano a preferire altre zone e noi dobbiamo fare i conti con tutto questo. Il nostro è un appello agli amministratori, affinché vengano a fare un sopralluogo per trovare tutti insieme una soluzione».
Un problema irrisolto che attende ancora un risposta.