Ucciso da ignoti sulle montagne di Settefrati uno splendido puledro. «È successo qualche giorno fa in località Casalorda, a 1800 metri di quota - racconta il sindaco Riccardo Frattaroli - È stato ucciso e poi sotterrato sotto un cumulo di grosse pietre. Il puledro apparteneva a un nostro concittadino e sospetto che il folle gesto sia da ascrivere a una faida», afferma Frattaroli che non nasconde i suoi timori. «La situazione è preoccupante», ammette il primo cittadino.
L'uccisione del puledro è avvenuta con un'arma, poi la carcassa è stata sotterrata e il luogo coperto da un cumulo di massi.

Frattaroli mostra anche alcune foto dei luoghi dove si intravede la traccia lasciata da pneumatici di un veicolo. La zona non è molto distante da una costruzione in lamiera che ospita la strumentazione di ricetrasmittenza a servizio dei vigili del fuoco e data in gestione al Comune.
«Sono salito fin lassù per rendermi conto di cosa fosse accaduto - racconta ancora Frattaroli, amareggiato per quel che succede nel territorio di Settefrati - Vicende del genere sono da condannare senza mezzi termini e il mio rammarico, oltre che per la tragica perdita del puledro, è dovuto anche al fatto che il o i colpevoli potranno cavarsela, visto che finora nessuno può fornire notizie in merito».

In effetti, se di faida si tratta, c'è proprio da stare preoccupati: oggi lo splendido puledro, e domani? È pur vero che a quota 1800 metri non è frequente incontrare gente se non proprio gli allevatori di mandrie e greggi e amanti della montagna, ma fatti del genere non possono diventare un'abitudine per regolare conti o risolvere questioni.
Per questo il sindaco Frattaroli è in prima linea: si è recato in località Casalorda e ha denunciato il fatto proprio per impedire in futuro che equilibri da decenni instaurati si rompano improvvisamente creando precedenti che non possono e potranno essere tollerati.