Prima le schede nelle rispettive urne, poi il deposito del ricorso nelle mani del presidente di seggio. Sono stati diversi gli elettori ciociari che hanno voluto esprimere così la loro protesta contro l'attuale legge elettorale fondata su un sistema misto tra maggioritario e proporzionale noto come "Rosatellum". Una legge che, secondo questi elettori, viola diritti sanciti dalla Costituzione. È accaduto domenica anche a Ceprano dove una decina di cittadini, dopo aver votato, ha consegnato un reclamo scritto al presidente del proprio seggio. «I reclami dovranno essere inviati alle giunte perle elezioni della Camera e del Senato, le quali potranno trasmettere i reclami alla Corte costituzionale - spiega l'avvocato Carla Corsetti - e una volta sollevata la questione di legittimità costituzionale, siamo certi che la Corte dichiarerà anche per il "Rosatellum" l'incostituzionalità, come fece per il "Porcellum".

Nel reclamo si contesta l'incostituzionalità delle liste bloccate, la obbligatorietà del voto congiunto tra candidato all'uninominale e candidati al plurinominale. «Il voto deve essere libero, diretto e uguale - aggiunge l'avvocato Corsetti-e l'attuale legge elettorale lo rende indiretto, non libero e tantomeno eguale, e questo non è conforme alla Costituzione. Ancora una volta subiamo una legge elettorale che ha rotto il rapporto di rappresentanza. Ora aspettiamo che le giunte parlamentari sollevino la questione di costituzionalità davanti alla Corte, perché il nuovo Parlamento avrà una composizione politica con gli stessi attori, in diversa consistenza, e non c'è ragione di sperare che modifichino la legge che li avrà eletti».