Violenza sessuale, rapina e lesioni a un'estetista, il pubblico ministero presenta il conto. E, a quasi tre anni esatti dal fatto, risalente al 20 settembre 2019, chiede al tribunale (presidente Mancini) una doppia condanna: a quattro anni per il marito, 53 anni, e a tre anni e mezzo per la moglie, quarantenne.
Secondo il pubblico ministero Adolfo Coletta il racconto della parte offesa, costituitasi in giudizio con l'avvocato Daniele Mieli, è credibile e lineare, ma soprattutto è rimasto tale in tutte le fasi dalla denuncia, alle indagini preliminari fino al processo nel quale, nel corso di una drammatica testimonianza, aveva confermato tutte le accuse.

Per il pm sono provati tutti e tre i reati contestati, dalla violenza sessuale alle lesioni, passando per la rapina del telefonino. Anche la parte civile ha insistito per la condanna, depositando una memoria, evidenziando oltre alle prove testimoniali le consulenze di parte di un neuropsichiatra e di una psicoterapeuta. L'udienza è stata rinviata per la discussione della difesa, rappresentata dagli avvocati Rosario Grieco e Giulia Giacinti e per la sentenza.

La procura ha contestato all'uomo, una violenza sessuale consistita nel palpeggiamento del seno, nonché il tentativo di violenza sessuale per aver cercato di baciare la donna nel corso di un trattamento nello studio della ragazza, a Frosinone. Per costringerla a subire gli atti sessuali l'avrebbe minacciata: "devi stare ferma e immobile, altrimenti ti farò passare dei guai".
C'è un secondo episodio, nel quale marito e moglie sono accusati di rapina, nonché come reato connesso le lesioni gravissime (per una prognosi di 45 giorni per trauma cranico) commesse - stando alle accuse - sei giorni dopo la violenza sessuale denunciata.

La cliente - come ricostruito dalla procura - avrebbe condotto in auto l'estetista al Casaleno dove, ad attenderla, c'era l'uomo per un chiarimento. Lì - stando alla denuncia - ci sarebbe stata prima l'aggressione verbale (la coppia sosteneva che era stata la ragazza a sedurre l'uomo) e poi quella fisica, con l'estetista sbattuta a terra e privata del cellulare.
A seguito di questi fatti, la parte offesa lamenta di aver riportato delle conseguenze di natura psicologica e di aver intrapreso un percorso di cura.