Falsi certificati di residenza per far ottenere il permesso di soggiorno, il rinnovo o il ricongiungimento familiare per gli immigrati del Bangladesh. È l'accusa che muove la procura di Frosinone nei confronti di 49 persone. Tra di essi ci sono titolari di agenzie immobiliari, un avvocato di Frosinone, cinque vigili urbani di Frosinone, Anagni, Veroli, Fiuggi e Trivigliano, il comandante di Fiuggi, un assistente capo in servizio al commissariato della città termale nonché l'ex sindaco di Torre Cajetani (ma in qualità di ufficiale dell'anagrafe).

L'inchiesta, nata da Fiuggi e condotta dal locale commissariato, aveva anche indotto la procura del capoluogo a chiedere delle misure restrittive (gli arresti domiciliari nella specie), rigettate dal gip che poi aveva rimesso le carte per competenza alla Dda di Roma sul presupposto che si potesse contestare il reato associativo. Dopo di che, rigettate le nuove misure avanzate dai pm capitolini (questa volta i divieti di dimora), l'inchiesta è tornata in Ciociaria. E ora il procuratore Antonio Guerriero ha firmato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 49 persone, residenti in Ciociaria, a Roma e in Portogallo. Contestati, a vario titolo, i reati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, corruzione, omessa denuncia e favoreggiamento personale.

L'inchiesta ruota principalmente su alcuni personaggi, un agente immobiliare di Fiuggi, un bengalese residente a Roma che aveva il compito di procacciatore degli immigrati interessati a regolarizzare la loro posizione i quali poi, di volta in volta, si appoggiavano ai proprietari degli immobili siti in diversi centri della Ciociaria (Frosinone, Acuto, Alatri, Anagni, Collepardo, Ferentino, Fiuggi, Fumone, Patrica, Pofi, Serrone, Torre Cajetani, Trivigliano e Veroli) nonché a Terracina e a società titolari degli appartamenti.

Con la complicità, in alcuni casi, di cinque vigili urbani deputati a fare i controlli a Frosinone, Anagni, Fiuggi, Trivigliano e Veroli - sostiene l'accusa - venivano firmati falsi verbali di accertamento della residenza o, in altri casi, alterati gli accertamenti risultati negativi. In altre pratiche veniva falsamente riportata l'idoneità abitativa dell'immobile - a volte privo degli allacci ai servizi - a ospitare gli immigrati. In tal modo, soprattutto bengalesi, ma anche pachistani, afghani, indiani e egiziani potevano ottenere - il sospetto dell'accusa è pagando - l'iscrizione al registro dei residenti e contratti di comodato d'uso finalizzati a ottenere il rilascio del permesso di soggiorno, il rinnovo o il ricongiungimento familiari con moglie, mariti e figli rimasti nei Paesi d'origine.

Le carte false, secondo il castello accusatorio che ora andrà dimostrato nelle successive fasi processuali, servivano a indurre in errore gli addetti alle anagrafi dei comuni interessati (quindici quelli finiti al centro dell'indagine). In un caso, invece, sono state riscontrate dall'accusa delle assunzioni fittizie in un'azienda agricola di Fiuggi. Il sistema avrebbe così garantito l'ingresso nel territorio italiano di immigrati irregolari o la permanenza di quanti non avevano più diritto al rinnovo del permesso.
Tra gli indagati c'era anche chi si preoccupava delle pratiche burocratiche, occupandosi per esempio dell'allaccio delle utenze di luce, gas e acqua. Il bengalese, invece, aveva il compito di avvicinare suoi connazionali, ma anche altri asiatici e in rari casi pure egiziani, in modo da indirizzarli nelle procedure da seguire. Qualcun altro, infine, si sarebbe occupato delle pratiche amministrative volte all'ottenimento del permesso di soggiorno.

Nell'inchiesta sono finiti anche l'ex sindaco di Torre Cajetani, con l'accusa di non aver cancellato la residenza in paese di alcuni stranieri dopo l'esito negativo di un controllo dei vigili, il comandante della polizia locale di Fiuggi per non aver denunciato un sottoposto per le modalità di accertamento delle residenze in termini che avrebbero potuto integrare il reato di falso ideologico e di favoreggiamento personale per aver inoltrato una nota in procura sulle verifiche dei contratti abitativi per i ricongiungimenti familiari, facendole apparire - sostiene la procura - come autonoma attività d'indagine condotta dal comando di Fiuggi. Infine, indagato per rivelazione di segreto d'ufficio un assistente capo della polizia di Stato in servizio al commissariato di Fiuggi che si sarebbe confidato con il comandante della polizia locale sull'indagine aperta in relazione al rilascio delle presunte residenze fittizie agli extracomunitari. I fatti oggetto d'indagine sono concentrati nel periodo 2018-2019.

Gli indagati, che respingono le accuse, ritenendo corretto il loro operato, avranno tempo venti giorni per presentare delle memorie o per farsi interrogare in modo da chiarire le proprie posizioni. Nel collegio difensivo gli avvocati Giuseppe Spaziani, Claudia Padovani, Angelo Testa, Tony Ceccarelli, Marco Cianfrocca, Valentina Dori, Adriana Fiorillo, Marilena Colagiacomo, fabrizio Ambrosi, Plinio Bianchi, Sandro Di Meo, Cristina Magistri, Lillo Salvatore Bruccoleri, Elisabetta Sorze, Francesco Brucciero e Irene Sofia.