Il Calcio, soprattutto quello di fede torinista, piange Pier Luigi Gabetto, venuto a mancare all'affetto dei suoi cari all'età di ottanta anni. Era figlio d'arte essendo il papà Guglielmo, mitico centravanti del glorioso e invincibile Torino, che tutti benevolmente chiamavano il "Barone". Dopo avere tirato i primi calci nelle giovanili della Juventus, Pier Luigi aveva seguito le orme del papà iniziando la carriera calcistica indossando le maglie dell'Imperia, dell'Arezzo, del Cesena, del Perugia, del Frosinone, del Novara per chiudere la carriera nella città dove l'aveva iniziata.

Al Frosinone arrivò nella stagione agonistica 1967/1968 scelto dal presidente Dante Spaziani che riuscì a prelevarlo dal Perugia dopo il pagamento dell'ingente somma di tredici milioni di lire. Disputò la sua prima partita in maglia giallazzurra il 24 settembre 1967 quando il Frosinone superò in trasferta il Carbonia 2 a 0 con reti di Caputi e Mattei. Il suo primo gol con il Frosinone nell'incontro successivo al "Comunale" contro il Tempio. Al termine di quel campionato, concluso al secondo posto dietro Latina (poi penalizzato di 13 punti per illecito sportivo) e Olbia, Gabetto mise a segno un bottino di dodici reti. Conclusa la carriera calcistica, prese parte a numerose iniziative della tifoseria granata fino a diventare nel 1996 responsabile del settore giovanile del Toro, che di ieri ha diffuso una nota a nome del presidente Urbano Cairo per ricordarlo con il forte abbraccio del mondo granata.