Sostenibilità per affrontare le sfide del futuro. A cominciare dal Pnrr. È la parola chiave sulla quale ruota lo studio proposto dal Cercev "Italia sostenibile". Un dossier dal quale emerge che la provincia di Frosinone è in posizione medio bassa, 76esima su 107 province analizzate. Medio bassa Frosinone lo è per la sostenibilità economica, mentre è in posizione media per la sostenibilità sociale e bassa per quella ambientale. Sul fronte della sostenibilità economica, tuttavia, Frosinone tra il 2019 e il 2021 è tra le province con il maggior miglioramento: l'indice, infatti, è cresciuto da 95,37 a 96,31.

La Ciociaria è tra le 14 province italiane a "rischio transizione". Si tratta di province molto eterogenee, da aree portuali come Brindisi e Livorno ad aree montane come Aosta e Sondrio a economie agroalimentari come Lodi e Siena ad altre caratterizzate dall'industria pesante come Terni. «Il loro tessuto produttivo presenta numerose imprese che dovranno affrontare i costi e i rischi della transizione», evidenzia il Cerved. E, infatti, più avanti nel rapporto si legge che si tratta di aree che «nei prossimi anni potrebbero subire i maggiori costi della riconversione produttiva». Per Frosinone questa la spiegazione: «La forte incidenza del settore automotive determina anche il posizionamento ai primi posti di Chieti (27,7%), Campobasso (26%), Avellino (22,8%) e Frosinone (22,9%), mentre le altre province a forte specializzazione siderurgica sono Livorno (22,2%), Terni (21,5%) e Aosta (19,3%)».

Per Frosinone la percentuale di addetti a rischio molto alto è del 22,9%. Quinta percentuale più alta. Tra le 15 province più esposte a rischio transizione, la quota di margine di indebitamento su attivo è dello 0,80% a Frosinone. Per il Cerved «molte delle province più specializzate nei settori a rischio di transizione potrebbero quindi non disporre dei margine di indebitamento adeguati per investire nella riconversione ecologica degli impianti produttivi». Sul fronte della percentuale dei debiti a rischio su attivo Frosinone è quinta al 19,5%. Nelle varie classifiche Frosinone è 7eesima, subito dopo Latina, per sostenibilità economica. Per la rete infrastrutturale Frosinone è 69esima. Per indice di attrattività 80esima posizione, così come per trasformazione digitale e occupazione e dinamiche del lavoro.

Per l'indice di sostenibilità sociale Frosinone e per i servizi sanitari è 59esima, per capitale umano e formazione 51esima, per la condizione degli anziani ventesima, per sicurezza e giustizia ventunesima.
Male l'indice di sostenibilità ambientale che vede Frosinone novantesima. Per inquinamento e consumo di risorse va ancora peggio: 102esima posizione. Frosinone è nona in Italia per i giorni di superamento dei limiti delle polveri sottili, anche se la variazione, nel periodo 2013-2020 è di 35 giornate di superamenti in meno. Per consumi e riconversione energetica Frosinone è 62esima, per energia da fonti rinnovabili è 71esima, per sostenibilità idrogeologica e sismica è settantesima. Nella gestione dei rifiuti Frosinone è 42esima. Infine per il rischio transizione Frosinone è 102esima.

«Il rapporto "Italia Sostenibile", oggi alla seconda edizione - si legge nell'introduzione - aggrega numerosi dati prodotti da Cerved e da altre fonti pubbliche con lo scopo di misurare, tramite indici sintetici, la sostenibilità dei territori italiani e individuarne le priorità. Con questo strumento ci proponiamo di aiutare le istituzioni e le imprese a ragionare in termini di impatto. I dati interni non bastano: occorre individuare le esigenze del territorio e misurare il fabbisogno delle comunità per pianificare gli obiettivi di impatto dei progetti pubblici e delle aziende, monitorando i risultati ottenuti nell'ecosistema sociale e ambientale». Nel dossier il Cerved rileva che «la mappa della sostenibilità delle province italiane - definita in base all'indice che sintetizza la componente economica, sociale e ambientale - conferma l'ampio divario tra il Nord e il Sud. Milano, Bolzano e Padova sono le province più sostenibili; Siracusa, Vibo Valentia e Agrigento le meno sostenibili. La provincia meridionale migliore è Bari», 51esima su 107.

Il Cerved osserva «una riduzione della sostenibilità economica tra il 2019 e il 2020, dovuto alle conseguenze della pandemia e ai lockdown, con un recupero solo parziale nel 2021 (99,71). A livello complessivo, le province che nel 2021 presentano valori inferiori al pre-pandemia sono 46, di cui 24 con un indice in forte diminuzione». I cali più netti nell'Italia centro-settentrionale dove ci sono sistemi economici più legati ai traffici commerciali, al turismo internazionale e al terziario, «fortemente impattati dalla pandemia e non ancora in piena ripresa». Le province in cui la sostenibilità economica migliora rispetto al 2019 sono 33, spesso al Sud e in area dove l'impatto della pandemia è stato inferiore «per la maggiore incidenza del settore pubblico e di comparti anticiclici come l'agricoltura, i servizi essenziali e le costruzioni».