Dopo le gare per altri siti sensibili all'interno del Sin della Valle del Sacco, finalmente arrivano novità anche per l'ex discarica di via Le Lame.
La Regione Lazio, infatti, ha pubblicato la determinazione dirigenziale con cui è stata attivata la procedura ad evidenza pubblica per affidare a soggetti qualificati il servizio di messa in sicurezza e caratterizzazione ambientale dell'ex discarica di via Le Lame, nell'ambito di un accordo quadro, tramite espletamento della procedura aperta per un importo totale di 10.825.210,86 euro.

L'appalto
L'appalto ha per oggetto l'affidamento ad un unico operatore economico del servizio di messa in sicurezza e caratterizzazione ambientale del sito "Ex Discarica Le Lame".
L'aggiudicatario dovrà configurarsi come detentore sia dei rifiuti da rimuovere dalla discarica sia di quelli prodotti durante l'esecuzione delle attività oggetto del capitolato d'appalto, e dovrà assolvere, quindi, a tutti gli obblighi del produttore nell'ambito della gestione dei rifiuti stessi.
Sarà onere dell'aggiudicatario verificare la coerenza delle autorizzazioni dei trasportatori e degli impianti di destino, l'esito di questa valutazione dovrà essere condiviso con il Committente.

I servizi previsti sono: predisposizione del sito; ripristino della viabilità e del sistema di raccolta acque meteoriche; censimento e ripristino dei piezometri esistenti; verifica della presenza di eventuali sorgenti di contaminazione non note e stato del corpo rifiuti; caratterizzazione e progettazione preliminare di bonifica; realizzazione sondaggi, piezometri e sonde sgs; caratterizzazione idrogeologica; campionamento e analisi matrici ambientali; rimozione rifiuti delle indagini; documenti della caratterizzazione; messa in sicurezza con realizzazione di sondaggi nel corpo discarica; prelievo di campioni e analisi dal corpo discarica; rimozione e ripristino telo di copertura sorgente primaria; rimozione della sorgente primaria di contaminazione; eventuale trattamento delle acque sotterranee.
L'affidamento dei lavori avverrà in base al criterio di aggiudicazione del minor prezzo. L'accordo quadro avrà durata di trenta mesi.

La storia
La discarica, come si legge dai documenti allegati alla determina, è entrata in esercizio nel 1956 ed era adibita alla raccolta dei Rsu prodotti nella città di Frosinone. Fino al 1998 è stata gestita dal Comune, anno in cui è stata chiusa e i Rsu prodotti nella città di Frosinone sono stati conferiti nel sito di raccolta e trattamento della Reclas, oggi Saf. Dal 1956 al 1998 la discarica è stata di proprietà del Comune e da esso completamente gestita. Negli anni 2001 e 2002, per far fronte ad un'emergenza rifiuti, la discarica è stata riattivata attraverso l'Ordinanza del Presidente della Giunta della Provincia di Frosinone numero 2 del 16 marzo 2001 ed ha ricevuto i sovvalli prodotti dall'impianto della Reclas S.p.A. In questo periodo la gestione della discarica è stata affidata alla ditta Reclas.

La discarica è rimasta operativa fino al 2002.
«Il sito - si legge nel documento - si articola su più bacini, entrati in funzione in epoche diverse. Il Bacino I, dista mediamente 75 metri dal fiume Sacco e copre un'area di circa 20.000 metri quadrati e un volume di circa 450.000 metri cubi. Come detto, gli abbancamenti, costituiti da Rsu tal quali, hanno avuto inizio nel 1956. Tuttavia, il primo progetto per la sua gestione è stato redatto nel 1987; pertanto è probabile che nei primi trent'anni di attività i rifiuti siano stati stoccati senza la realizzazione di uno strato impermeabile alla base del bacino».

Il secondo bacino è stato operativo da marzo 1992 a giugno 1994. Si tratta di un accumulo che si eleva per 12 metri circa dal p.c. e copre un'area di circa 6.000 metri quadrati, occupando quindi un volume pari a circa 75.000 metri cubi. Il bacino è stato realizzato attraverso lo sbancamento del terreno in una zona adiacente al bacino 1, fino ad una profondità di circa 3,5 metri.
Il terzo bacino è il più recente ed è stato coltivato dal 1994 al 1998 e poi riattivato negli anni 2001 e 2002. Questo bacino, adiacente al secondo, è costituito da un accumulo di rifiuti a sommità pianeggiante che si eleva per 7,50 metri circa dal p.c. mentre la base si trova a circa 2,5 metri al di sotto del p.c., in totale copre una superficie di circa 10.000 metri quadrati per un volume di circa 96.000 metri cubi.

«La riapertura della discarica - prosegue il documento - è avvenuta attraverso l'approvazione da parte della Regione, su sollecito della Provincia, del progetto "Riattivazione della Discarica Comunale Le Lame per stoccaggio sovvalli (balle di frazione secca e scarti di lavorazione provenienti dall'impianto di trattamento di Colfelice)". Nell'ambito della riattivazione sono state eseguite operazioni sui 3 bacini esistenti. Attualmente il sito è costituito da un unico corpo discarica che racchiude tutti e tre i bacini storici e l'area di abbancamento dei sovvalli, creata nel periodo di riapertura della discarica dal 2001 al 2002 e dall'area ripariale che separa il corpo discarica dal fiume Sacco.
L'area ripariale è costituita da zone verdi, inizialmente di proprietà privata, oggi quasi tutta espropriata da parte del Comune. La superficie totale occupata dal corpo discarica è pari a circa 46.000 metri quadrati, mentre quella dell'area ripariale non ha un confine preciso, è ragionevole pensare che sia sufficiente monitorare circa 100.000 metri quadrati di fascia frapposti tra la discarica e il fiume.

Nel marzo del 2004 i tecnici di Arpa, in occasione di un sopralluogo in sito, hanno riscontrato la presenza di sversamenti di percolato alla base della discarica e nell'area ripariale. Conseguentemente sono state condotte diverse campagne di indagini al fine di accertare la qualità delle matrici ambientali le quali hanno evidenziato la non conformità ai limiti normativi di riferimento.
Nel dicembre 2014 la Procura della Repubblica di Frosinone, a seguito delle risultanze della perizia redatta dal consulente tecnico d'ufficio incaricato di verificare lo stato ambientale del sito, ha ottenuto dal Gip il sequestro preventivo della ex discarica».
«In tale relazione il Ctu ha evidenziato la presenza di sostanze potenzialmente contaminanti nell'area circostante il corpo discarica nonostante fossero state previste diverse misure di messa in sicurezza a far data dal 2006.

Nel mese di marzo 2022 la Regione ha predisposto un piano di caratterizzazione, avente per oggetto la caratterizzazione ambientale dell'area compresa nell'intervento "Ex discarica Le Lame e fascia di terreno potenzialmente contaminato interposta tra la discarica Le Lame e il fiume Sacco e la caratterizzazione dei rifiuti stoccati nel corpo discarica. Tale documento è stato valutato in CdS e giudicato approvabile, a meno di alcune prescrizioni» conclude il documento.