Il sabato lavorativo salta! Non è certo una novità anche se la strada imboccata da Cassino Plant e i cancelli aperti - per la prima volta - sabato 7 avevano lasciato sperare in un bis. Che, però, non è arrivato! Oggi le tute rosse resteranno a casa: ieri pomeriggio - per la verità un po' a sorpresa - la dirigenza interna di Fca ha comunicato che il recupero produttivo previsto per oggi non sarebbe stato effettuato nemmeno al montaggio. Ma non è tutto: «Per effetto dei flussi produttivi la lastratura e verniciatura non lavoreranno lunedì».

L'ondata di blocchi che ha già penalizzato anche siti Stellantis non poteva non coinvolgere anche lo stabilimento laziale che, tuttavia, questa settimana ha lavorato regolarmente dal lunedì al venerdì compreso.

Non c'è pace
Non c'è sereno all'orizzonte. Stellantis resta in continuo affanno per la scarsa reperibilità dei componenti fondamentali per lo svolgimento del servizio nelle fabbriche. E inevitabilmente saltano i turni produttivi anche negli stabilimenti della multinazionale dislocati fuori dall'Italia. La fabbrica Opel di Saragozza ha annunciato ulteriori scioperi in questi giorni, poiché, come già accaduto, è stata nuovamente colpita da problemi di approvvigionamento, con la mancanza di componenti fondamentali per lavorare sulle linee di montaggio.
La carenza di parti continua a provocare disagi nell'industria automobilistica spagnola e mondiale, andando a influire in modo significativo sugli impianti iberici, a causa dei ritardi nelle spedizioni. Le catene di fornitura non sono ancora tornate sui livelli precedenti allo scoppio dell'emergenza sanitaria da Coronavirus, con tutte complicazioni che si possono immaginare sul fronte produttivo. Cassino Plant, anche rispetto ad altri stabilimenti italiani, riesce parzialmente ad arginare i blocchi e continua a mandare nelle concessionaria quanti più suv Grecale possibili e a produrre anche le ultime Giulia e Stelvio prima delle nuove versioni previste per il mese di novembre.