Pubblicata ieri dal quotidiano "Avvenire", nell'inserto speciale "Benvivere nei territori", la classifica sulla generatività in atto nelle province e nei comuni italiani. La situazione migliora quasi ovunque e le distanze tra le province si accorciano. La Ciociaria non fa eccezione ed è, anzi, tra quelle che segnano un miglioramento più marcato nella qualità della vita, con una variazione percentuale di 3.11 punti rispetto all'anno precedente. La provincia di Frosinone, infatti, fa un balzo in avanti di ben diciannove posizioni rispetto al 2021, passando da ottantunesima a cinquantacinquesima su centosette.

La "generatività pubblica" dei territori - si legge nello speciale di "Avvenire" - consiste nel creare le condizioni migliori affinché i cittadini possano avere una vita generativa, in cui si abbiano, cioè, opportunità positive e la capacità di superare gli ostacoli legati alle condizioni di vita quali, tra gli altri, il reddito, la salute o l'età.
La ricerca, giunta alla quarta edizione, è stata realizzata dalla Scuola di Economia Civile in collaborazione con "Avvenire" e con il contributo di Federcasse ed è stata presentata ieri al Festival dell'economia civile di Firenze.

Gli indicatori
A definire il punteggio della generatività quattordici indicatori che riguardano la demografia, il tasso di nuzialità e natalità, l'impegno civile, l'imprenditorialità. A far registrare importanti movimenti in classifica, poi, indicatori come il tasso di raccolta differenziata, la nascita di startup, la percentuale di "neet" e il cambiamento demografico.

La performance di Frosinone
Nell'inserto di "Avvenire" un focus su Frosinone in cui Igor Traboni fa il punto sui dati di crescita che hanno dato la spinta alla provincia ciociara. A farle scalare la classifica la condizione dei giovani, l'imprenditoria, la cultura e i servizi di prossimità. Tra i principali fattori di miglioramento l'aumento del numero di cooperative, slot/cash mob, e di imprese certificate ad un tasso tra il 2,5 e il 3%. In netto miglioramento la situazione dei cosiddetti neet, acronimo dell'espressione inglese "not in education employment or training". vale a dire coloro che né studiano né lavorano. Su questa fascia di popolazione, infatti, si registra una diminuzione da 27.7 a 22.3 punti percentuali. Cambiano in positivo anche i dati sulla raccolta differenziata, con un tasso di miglioramento del 9,7%. Sale anche il numero delle start up innovative, che passa da 49 a 57. «Sono dati che non mi sorprendono - spiega ad "Avvenire" il presidente dei giovani industriali del Lazio Corrado Savoriti - La Ciociaria è un territorio che sa farsi trovare pronto». E argomenta: «Come industriali, ad esempio, abbiamo dato vita all'Its Meccatronico, una scuola d'eccellenza, e le statistiche ci dicono che il 100% dei ragazzi diplomati viene subito assunto da aziende delle nostre aree industriali». Nell'approfondimento di Igor Traboni, si legge, poi, la testimonianza di Loreto D'Emilio, presidente della cooperativa Diaconia, ente gestore della diocesi di Frosinone, che spiega che tra il 2016 e il 2020 Frosinone ha fatto registrare una crescita del numero delle cooperative quasi del 50%. «La crescita - spiega - c'è stata soprattutto nella fase pandemica, con più attenzione al tema della prossimità. Qui - aggiunge - l'azione e la convinzione nella necessità di riconvertirsi è diventata un assunto, una consapevolezza da parte di chi fa impresa sociale». Un contributo fondamentale anche dal mondo della cultura, ambito nel quale la provincia vanta istituzioni eccellenti, quali il conservatorio "Licinio Refice" e l'Accademia di belle arti, che attraggono studenti da tutta Italia e dall'estero. Significativa, sull'argomento, la testimonianza di Biagio Cacciola, consulente scientifico per la cultura dell'amministrazione provinciale: «Quest'estate abbiamo fatto qualcosa come duecento manifestazioni culturali che hanno riempito le piazze e coinvolto tutti i novantuno comuni della provincia. È un lavoro anche sulla nostra identità - conclude - Basti pensare che questa è la terra di De Sica, Mastorianni e Manfredi».

La classifica
Bolzano perde qualche punto a livello assoluto ma resta in testa, seguito Siena, che migliora di sei posizioni, terza Firenze, che sale di tre posizioni, più otto per Ancona che si posiziona al quarto posto. Pordenone perde due posizioni ma resta nella top ten posizionandosi quinta. Trieste, sesta, guadagna ben undici posizioni. Prato, settima, a meno cinque, Trento scende di quattro e si posiziona ottava, giù di quattro anche Milano, al nono posto. Guadagna una posizione e chiude la top ten la nuova entrata Savona. A chiudere la classifica le province del sud. Siracusa novantottesima, Palermo novantanovesima), Foggia in centesima posizione, Taranto centounesimo, Caserta centoduesima), Sud Sardegna centotreesima), Caltanissetta centoquattresima. Le ultime tre posizioni della classifica sono tutti di province calabresi: le posizioni 105, 106 e 107, sono occupate rispettivamente da Crotoene, Vibo Valentia e Reggio Calabria.