Falsi certificati per evitare il vaccino. Un avvocato di Latina e un medico di Ardea sono finiti al centro di un'inchiesta condotta dai carabinieri del Nas che ha fatto luce sulle false esenzioni per il vaccino contro il Covid 19.
Un'intercettazione nello studio del medico, sospeso per un anno dal servizio, ha consentito agli investigatori di ascoltare diverse conversazioni ritenute interessanti nell'inchiesta sui falsi certificati medici.
Sono oltre cinquanta gli indagati a piede libero, residenti tra le province di Latina e Frosinone, che si sono rivolti al camice bianco. Gli investigatori hanno accertato molti punti in comune: hanno tutti oltre cinquanta anni, molti sono dipendenti pubblici e tra loro ci sono diversi insegnanti, lavoratori impiegati nel mondo della sanità e infine anche qualche rappresentante delle forze dell'ordine.

Pure i beneficiari dei certificati che si sono rivolti al medico alla fine sono stati indagati rischiando di finire a processo.
È stato il pubblico ministero della Procura di Velletri, Ambrogio Cassiani, titolare del fascicolo, a disporre l'interdizione all'esercizio della professione medica per la durata di un anno per Luigi Russo di Ardea, medico di medicina generale in servizio alla Asl Roma 6 del distretto Ardea-Pomezia, e ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti dell'avvocato Serena Capitelli del Foro di Latina.

Il via alle indagini, molto articolate e complesse, è scattato nello scorso mese di marzo e l'inchiesta è partita di iniziativa da parte dei Carabinieri del Nucleo Antisofisticazione che hanno deciso di approfondire le modalità di rilascio dei certificati.
In base a quanto ipotizzato il medico di Ardea si sarebbe avvalso della professionista, ritenuta la presunta responsabile del procacciamento dei pazienti dietro al pagamento di una somma di denaro, attestando – è la convinzione maturata dagli inquirenti – prestazioni mai eseguite. A quanto pare le certificazioni rilasciate dal medico avvenivano su richiesta anche dei clienti che volevano continuare a lavorare ma senza sottoporsi al vaccino contro il Covid.
Nei prossimi giorni si svolgeranno gli interrogatori di garanzia davanti al giudice che ha firmato il provvedimento e in quell'occasione l'avvocatessa e il medico potranno offrire la loro versione dei fatti.