Si alza il sipario sulla campagna di scavi condotta per individuare il sito dell'accampamento romano, sede dell'esercito che, nel 125 a.C., distrusse la città di Fregellae.
Ieri l'inizio dei lavori che ricostruiranno l'area dove le legioni dell'antica Roma si stabilirono, per procedere all'attacco della colonia che osò ribellarsi e che per questo fu distrutta. L'attività di ricerca archeologica è stata avviata al confine tra i territori di Ceprano e Arce, in località Collemezzo e porterà alla luce l'area dell'accampamento romano. La ricerca, validamente coadiuvata dal Comune di Arce nella persona del sindaco Luigi Germani, sarà condotta da specialisti provenienti dalla Gran Bretagna, dalla Germania, dalla Svizzera e dall'Italia. A capo della missione archeologica il professor Dominik Maschek, di Oxford e il dottor Pier Giorgio Monti, già direttore scientifico del Museo di Fregellae.

«La ricerca delle tracce di questa "ultima legione" - spiega il dottor Monti - segue il percorso segnato da indagini non invasive, realizzate negli anni scorsi con strumenti e tecniche digitali. Quest'anno si opererà invece alla vecchia maniera, con piccone e pala sotto la supervisione della competente Soprintendenza archeologica». Gli studi archeologici proseguono nei territorio di Ceprano e Arce, terre ricche di reperti e in passato scenari di vicende importanti che hanno segnato la storia della penisola.

Gli studi già condotti con i sofisticati strumenti digitali saranno ampliati con gli scavi classici, che conservano un particolare valore e che sono il primo strumento di scoperta per l'archeologo. Interessanti i contributi resi non solo dall'Italia, ma anche da Gran Bretagna, Germania e Svizzera, sinergie professionali che si completano e operano congiuntamente per elaborare ricostruzioni preziose. Il dottor Monti fornirà gli aggiornamenti della campagna di scavo, tenendo appassionati e curiosi bene informati circa gli affascinanti studi, che chiariranno i dettagli dell'area da cui partì l'esercito che rase al suolo la città di Fregellae.