10 settembre, ore 10.50. Una data e un orario che ancora oggi, a distanza di 79 anni, segna il prima e dopo della storia della città martire. Così in ricordo delle vittime del primo bombardamento, il 10 settembre 1943, il sindaco, Enzo Salera, sabato mattina, alla stessa ora di quel tragico giorno, in piazza De Gasperi, ha deposto un mazzo di fiori al monumento ai Caduti. Come da tradizione, la deposizione dei fiori è stata preceduta dal lugubre suono della sirena.

Lo stesso suono di quando, allora, durante i continui allarmi diurni e notturni, le sirene avvertivano che incombeva il pericolo, e molti, in preda allo spavento lasciavano le case e si rifugiavano nelle campagne vicine. Da ricordare che - come hanno riportato alcuni autori di storia locale - le autorità fasciste non si erano preoccupate di far costruire dei ricoveri, ma si erano limitate a creare sotto l'edificio delle scuole medie uno sorta di riparo, però assolutamente inadeguato allo scopo.
L'annuncio dell'armistizio, due giorni prima, era stato accolto con giubilo dai cassinati, ma il 10 settembre di quel tragico ‘43 arrivò il primo inatteso e tragico bombardamento delle forze anglo-americane.

Fu l'inizio del drammatico destino riservato all'abbazia e alla Città. In quell'occasione persero la vita oltre cento innocenti cittadini, il cui numero non è stato accertato esattamente. È stato redatto un elenco (peraltro parziale) di 67 deceduti, ma all'appello mancano una quarantina di vittime. Alla cerimonia dell'Amministrazione di sabato mattina, cui hanno presenziato accanto al Sindaco la presidente del Consiglio comunale, Barbara Di Rollo, gli assessori Concetta Tamburrini e Barbara Alifuoco, i consiglieri Edilio Terranova e Luca Fardelli, si è unita una folta delegazione del Camerun, della quale fanno parte esponenti politici di primo piano di quel paese africano, in visita nella nostra città da qualche giorno. Ieri la delegazione stata ricevuta in Comune. Anch'essi hanno deposto un mazzo di fiori sul monumento di piazza De Gasperi.