Aree inquinate da bonificare, dal sito Internet della Regione arriva una brutta sorpresa per la Città dei Papi. Dopo un lungo blackout, è tornato a funzionare il portale dell'Arpa Lazio, da cui è possibile conoscere la situazione dei luoghi che da tempo aspettano interventi di bonifica.

L'anno di riferimento è il 2019 e c'è da augurarsi che qualcuna delle situazioni descritte sia stata oggetto di recupero ambientale. I luoghi indicati sono: Macchia di Anagni, Radicina e Aia della Macchia, cabina Enel via Prato dell'Olmo, area di servizio "La Macchia Ovest", ex discarica Casermette, ex discarica Radicina, cabina contrada Gloria, Sanofi Aventis, sito Quattro Strade, Vallone srl, stabilimento ex Vdc, Simmel Difesa, Cangiano, Ponte del Tremio, Bristol Myers Squibb, via Cucugnano. Si va quindi dalle ben note situazioni di Radicina e Casermette a quelle meno conosciute dell'Aia della Macchia; da stabilimenti farmaceutici a centraline elettriche; da distributori di carburante a non meglio identificate situazioni di inquinamento.

Senza considerare che non appaiono in elenco il cimitero di rifiuti speciali provenienti dall'ex Videocolor e gli scarti sommersi al di sotto del cavalcavia autostradale. Per non parlare delle ex cave, miniere di sfruttamento di vari materiali delle quali si sospetta che nessuna abbia effettuato il ripristino previsto nella concessione. La situazione, se ferma al palo, non appare affatto edificante. Un territorio che attira gli interessi di investitori non sempre apprezzabili, con una zona industriale in più parti devastata e l'assenza di impianti di smaltimento o depurazione consortili. Le intenzioni del Piano regolatore approvato nel 1975, sia politiche che tecniche, sono state ampiamente disattese, e accanto a scheletri di stabilimenti da tempo in disarmo giacciono strutture metalliche che grondano ruggine e acidi.