Il dibattito su un eventuale futuro aeroporto civile a Frosinone si è riaccesso dopo le parole del presidente dell'Enac Pierluigi Di Palma. E in Ciociaria c'è chi torna a sperare.

Il presidente della Provincia Antonio Pompeo parla di una «straordinaria opportunità». E argomenta così il suo pensiero: «L'annuncio del piano straordinario che l'Enac presenterà sul tavolo del ministro Giovannini, e che indica lo scalo civile a Frosinone come soluzione alle evidenti criticità di Ciampino e del traffico aereo italiano, è una straordinaria opportunità per il nostro territorio e per il futuro del Moscardini, destinato a terminare la sua funzione di aeroporto militare. Con il commissario liquidatore stiamo già valutando le effettive e concrete condizioni per la realizzazione di quanto annunciato dal presidente dell'Enac Di Palma, con il quale ho già avuto contatti. All'esito di un ulteriore confronto, valuteremo le successive scelte, anche in ordine alla società in liquidazione, il tutto sempre nell'ottica della politica di contenimento dei costi messo in campo dal nostro ente e sulla base della concreta fattibilità del progetto stesso».

Sempre secondo Pompeo «è innegabile che quella dell'aeroporto sia un'infrastruttura logisticamente strategica e militarmente prestigiosa: negli anni ha non solo vivacizzato l'economia della provincia, con la presenza di migliaia di persone, tra piloti, allievi e le loro famiglie che si sono stabiliti nel capoluogo e nei comuni limitrofi, ma creato occupazione e sviluppo abitativo. Attraverso un progetto mirato e calato nella realtà attuale della provincia, lo scalo di Frosinone ha tutte le carte in regola per diventare uno snodo aeroportuale importante per il Lazio e per il Paese. Lavoreremo per cogliere questa opportunità, consapevoli che questa infrastruttura sia in grado di portare non solo maggiori flussi turistici ma soprattutto sia capace di creare nuova occupazione e, con essa, vivacizzare il tessuto economico, imprenditoriale e abitativo del nostro territorio».

La lettera di Amata
A Pompeo scrive, invece, Andrea Amata. Per parlare di «una notizia importante e un'occasione imperdibile per il nostro territorio. Sono evidenti le possibili ricadute che un'opera del genere avrebbe per la nostra provincia: in primo luogo una crescita a livello infrastrutturale, aumentando il livello dei servizi per la mobilità. In secondo luogo, notevoli sarebbero i riflessi a livello economico e occupazionali: uno shock di quelli che potrebbero cambiare la narrazione di questa terra, generando uno sviluppo strutturale con il relativo indotto. Di fronte a questa opportunità abbiamo il dovere di non lasciare niente di intentato. Soprattutto la Provincia di Frosinone dovrebbe fare la sua parte. Sarebbe opportuno convocare tutti gli stakeholder interessati al progetto e avviare una seria riflessione su quali azioni mettere in campo. Di contro, in maniera parallela, verificare tutte le possibilità per riattivare la società Aeroporti di Frosinone, sempre nell'ottica di un perimetro di fattibilità economica. In caso di impossibilità, adoperarsi al più presto per costituirne una nuova: snella, senza costi, ma che faccia della velocità e della concretezza le sue ragioni. Non c'è più tempo da perdere».

Ma c'è anche chi dice no, senza se e senza ma. Il circolo di Legambiente Frosionone scrive: «Il destino del Moscardini ancora alla ribalta dei media dopo le dichiarazioni del numero uno dell'Enac che ha ventilato la sua riconversione in aeroporto civile. Il nostro no a questa sciagurata ipotesi non può essere più netto».