La salma di Sébastien Caira è stata dissequestrata. Dopo l'autopsia, la procura di Evry, che indaga sull'omicidio, ha dato il consenso alla restituzione del corpo del giovane imprenditore originario di Gallinaro alla sua famiglia. Papà Carmelino, mamma Anna e due zii che si trovavano in paese per le vacanze estive hanno subito raggiunto la Francia e qui, insieme al fratello minore di Sébastien, Alessandro, hanno atteso l'autorizzazione alla sepoltura del loro adorato figlio.

In questi giorni, con il cuore straziato dal dolore, stanno provvedendo a reperire uno spazio adeguato al cimitero. Sébastien verrà tumulato nella cittadina dove vivono i genitori, alle porte di Parigi. Il funerale dovrebbe tenersi venerdì prossimo e, in concomitanza, Gallinaro si prepara a tributargli l'estremo saluto a distanza. Quella di ieri è stata una domenica listata a lutto. Espressioni accigliate e poca voglia di parlare tra i parrocchiani che hanno partecipato alle messa.

Dall'altare don Luigi ha ricordato la figura del quarantaduenne, il suo amore per la vita, la sua giovialità, interpretando il desiderio di tutti: conoscere la verità su quanto accaduto mercoledì sera a Morangis, nell'area metropolitana della capitale francese, dove Sébastien si era trasferito di recente con la sua compagna. La sua assassina.

Forse una lite tra i due, l'ennesima, finita in tragedia. I soccorritori e gli agenti della gendarmeria hanno trovato l'uomo a terra con un coltello conficcato nel petto, all'altezza del cuore. Era già morto. La donna, 38 anni, è stata subito fermata. Suo figlio, 16 anni, presente in casa quella maledetta sera, è stato ascoltato a lungo dagli inquirenti che hanno sequestrato anche i cellulari in uso alla coppia. La donna avrebbe raccontato di essere stata picchiata e di aver reagito. Ma nessuno in paese crede alla sua versione. Il coro di chi conosceva Seb è unanime: non era violento, non ha mai toccato una donna con un dito né l'avrebbe mai fatto. La versione fornita da Anne Marie R., dunque, non viene ritenuta credibile.

«Lo conoscevo bene, era tranquillo, un ragazzo che amava la vita – dice il sindaco Mario Piselli – Dietro questo omicidio c'è qualcosa di poco chiaro. Aspettiamo l'esito delle indagini. Tutti conosciamo la famiglia Caira, gente perbene. Per noi è un fulmine a ciel sereno e per elaborare questa tragedia ci vorrà molto tempo».