Arpino è accogliente e non razzista. Lo ribadisce a chiare note il sindaco Renato Rea dopo le scritte apparse sulle pareti di palazzi, abitazioni, del municipio e perfino della chiesa innegianti a "L'Italia agli italiani".
«Venerdì mattina ci siamo svegliati con un senso di disgusto per le scritte apparse sui muri della chiesa di San Michele e del palazzo comunale e per altri atti vandalici compiuti in altre zone della città - ha detto Rea - Unanime è stata la condanna di istituzioni e cittadini per gli incivili gesti a danno dell'intera comunità arpinate perché, oltre ai danni materiali agli edifici, si rischiava che passasse un messaggio di una città razzista e poco ospitale verso persone provenienti da altre nazioni.

Avevo timore che si trattasse di episodi messi in atto da più persone, ma le indagini brillantemente e tempestivamente condotte dai carabinieri di Arpino hanno escluso questa ipotesi. Infatti i militari hanno fermato un uomo di quarantatre anni. Ribadisco che questi gesti incivili non intaccano la proverbiale ospitalità degli arpinati, sempre manifestata anche in occasioni pubbliche come, ad esempio, il Certamen Ciceronianum e il Welcome Day di qualche settimana fa».

Il sindaco Rea difende il suo paese e la sua gente. Ed esterna un'ultima riflessione destinata a qualche avversario politico: «Poiché le parole e gli slogan possono pesare come macigni su persone facilmente influenzabili e possono fare danni incalcolabili, prima di pronunciarle bisognerebbe pensarci due volte, soprattutto se si riveste un ruolo istituzionale».