La Regione Lazio mette alle strette la Provincia di Frosinone e chiede «con la massima celerità tutti i provvedimenti necessari» per individuare la nuova discarica. Una situazione che rischia di complicarsi ulteriormente: la discarica di Viterbo da qui a fine messe non dovrebbe più accettare i rifiuti provenienti da altre province (lì conferisce anche Frosinone) mentre anche quella di Albano Laziale è in via di esaurimento. Ma non solo. Se la Provincia di Frosinone non dovesse decidere per tempo rischia il commissariamento come è già successo per Latina.

La prima lettera della Regione è del 28 giugno, mentre il sollecito è del 3 agosto. Con la prima missiva si dà conto che «per l'Ato di Frosinone, risulta che la discarica gestita dalla società M.A.D. srl, nel Comune di Roccasecca, non risulta operativa seppure invitata ad entrare in esercizio più volte da questa direzione, l'Ato risulta senza impianto di discarica di riferimento». E allora, «diventa quanto mai urgente ed improcrastinabile che per ogni Ato sia individuata e messa in esercizio l'idonea impiantistica di riferimento e, alla luce di tale necessità, si evidenzia la priorità di procedere all'individuazione dell'impianto di discarica di bacino o dei siti idonei per la realizzazione della discarica e dell'impiantistica correlata, anticipando al più presto questo aspetto strategico, rispetto alla redazione e approvazione del piano provinciale.

L'urgenza della scelta è dettata non solo dalla situazione di allerta scaturita dalle criticità della gestione dei rifiuti prodotti da Roma Capitale ma anche dal previsto esaurimento dei volumi utili della discarica di Viterbo già a partire da settembre. Si diffida, quindi, i presidenti delle Province ad assumere con massima celerità i provvedimenti necessari per addivenire al più presto all'individuazione dell'impianto di discarica di bacino di Ato e/o all'individuazione dei siti idonei per la realizzazione della discarica e dell'impiantistica del ciclo integrato dei rifiuti per raggiungere l'obbiettivo dell'autosufficienza del Ato entro il 20 luglio e ad attivarsi nel procedere ad approvare quanto prima il piano di gestione dei rifiuti urbani provinciale in recepimento del piano regionale del 2020 approvato con DGR n. 4 del 5 agosto 2020. In assenza di immediati riscontri la Regione, come già fatto per la Provincia di Latina, eserciterà i poteri sostitutivi».

Evidentemente, la prima missiva è caduta nel vuoto per cui la Regione ha risollecitato la Provincia il 3 agosto con l'obiettivo di «dissipare le criticità attualmente presenti nella gestione dei rifiuti». La Regione lamenta che le Province (oltre a Frosinone, Rieti e la città metropolitana di Roma) non hanno ancora dato seguito alle richieste «omettendo di procedere anche alla predisposizione die piani provinciali di propria competenza, propedeutici per addivenire al più presto alla risoluzione definitiva delle criticità presenti e ben note sulla gestione dei rifiuti». E, dunque, si richiede alla Provincia di individuare «con la massima celerità» di individuare la discarica o i siti idonei per la discarica così da «raggiungere l'autosufficienza dell'Ato» il tutto «entro e non oltre la data del 30 settembre, da considerare quale ultima data utile». Altrimenti arriverà il commissario.

Rischio commissariamento che il presidente della Provincia Antonio Pompeo allontana dicendo «nei prossimi giorni daremo la risposta alla Regione. Lo studio del Politecnico di Torino (che dovrà individuare i siti per la discarica, ndr) è molto avanzato, ma servono alcuni chiarimenti e documenti dalla Regione. Aspettiamo questi per chiudere il cerchio. Alla luce di quei documenti sarà presentato il lavoro del Politecnico con il quale indichiamo alla Regione le aree idonee».
Pompe chiede alla Regione «collaborazione istituzionale, conoscendo la situazione del nostro territorio. Noi con la discarica siamo andati in esaurimento prima del 2026 perché ci siamo messi a disposizione della Regione con i rifiuti di Roma. Per questo abbiamo dovuto anticipare il lavoro, ma siamo a buon punto. Credo che non si arriverà a tanto, noi non stiamo fermi. Non dimentichiamo che noi siamo in credito con la Regione».

Il riferimento è ai rifiuti romani smaltiti in Ciociaria che hanno portato all'esaurimento anticipato della discarica di Roccasecca.
Sulla questione è intervenuto anche il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli. Il leghista ha detto che i sta facendo «il "gioco del rimpiattino" per far sì che alla fine la Regione Lazio nomini un commissario, per sottrarsi alla responsabilità di individuare un nuovo sito; nella speranza, vana, di far sì che la responsabilità non ricada sul Partito Democratico, in realtà, vero colpevole di tutto ciò. Sempre più incommentabili. Lo specchio di un Pd che non sa più cosa fare».