Da una parte gli accertamenti che la procura di Frosinone sta conducendo, dall'altra la faida interna al Pd e quello che ormai da più parti viene definito il fuoco amico. Il caso Ruberti-De Angelis ormai diventato il caso dell'estate continua a far parlare e a far scrivere i giornali. Resta caldo anche il tema delle polizze assicurative. Anche dopo il rapporto richiesto dall'assessore Alessio D'Amato alla Asl di Frosinone, la Regione ha concluso che le proroghe dei contratti alla UnipolSai di Vladimiro De Angelis, fratello di Francesco, dal 2017 al 2021, sono tutte regolari. Ma ciò non ha fatto scemare l'interesse su questo aspetto, tanto che ieri, il Fatto quotidiano ha rivelato che alcuni consiglieri regionali del Lazio hanno sottoscritto delle polizze con la UnipolSai di De Angelis.

La circostanza, ovviamente, è più che legittima e non ha alcuna rilevanza penale. La conferma, comunque, viene da alcuni consiglieri regionali, interpellati dal Fatto. Si parla del 2018 e si tratta di una polizza professionale per la copertura della colpa grave. Il Fatto cita due consiglieri un ex Pd e una consigliera romana. Il primo, secondo il Fatto, dichiara: «Ce la suggerirono Mauro Buschini, che all'epoca era capogruppo Pd, e Sara Battisti».

L'altra: «Buschini la propose a tutto il gruppo. Si diceva che se ci fossimo presentati in gruppo, avrebbero fatto uno sconto». Ovviamente, altri consiglieri scelsero compagnie diverse come conferma lo stesso Buschini. Contattato da questo giornale non risponde, ma al Fatto quotidiano dichiara: «La polizza, che ho sottoscritto anch'io nel 2018, è a titolo personale e privata e non grava in nessun modo sulle finanze pubbliche. Ne parlammo con alcuni colleghi, alcuni erano già assicurati, altri chiedevano come fare ed io spiegai come avevo proceduto. Scelsero tutti autonomamente come assicurarsi e con chi».

Laconico il commento di Vladimiro De Angelis, interpellato sempre dal Fatto quotidiano: «Se sarò convocato risponderò ai pm. A Roma non posso operare, cosa avrei chiesto ad Albino? È il mio lavoro fare polizze».
Tuttavia, restano diverse cose che non quadrano in questa vicenda. «A me te compri? Mo te dico che m'ha detto tu' fratello a tavola: "Me te compro"», si sente urlare Albino Ruberti nella notte di Frosinone quel 1° giugno dopo il comizio di Enrico Letta. Più avanti sempre Ruberti dirà: «Il fratello, a tavola, vuoi che te lo dico che m'ha detto? Deve venire qui a chiedermi in ginocchio pietà, adesso. Se deve inginocchia' e chiede' scusa. Sennò lo scrivo a tutti che m'ha detto». E ancora: «Si deve inginocchiare! Sennò io adesso lo dico a tutti quello che ha detto».

Frasi alle quali, l'altro giorno Sara Battisti, consigliera regionale nonché compagna di Ruberti e presente alla scenata, ha cercato di dare un'interpretazione. Al Corriere ha dichiarato che Vladimiro De Angelis ha detto: «Basta. Non me ne frega niente delle vostre liti. Io faccio un altro mestiere. Io me te compro". Tutto il resto è inventato di proposito». Basterà questo a cancellare ogni dubbio sull'interpretazione da dare a quelle parole?

Questa settimana la procura che si occupa del caso con il sostituto Adolfo Coletta (al momento non ci sono indagati e nessun reato è ipotizzato) potrebbe ascoltare altre persone informate sui fatti. La settimana appena conclusa sono stati sentiti, tra gli altri, il presunto autore del video e l'ex candidato a sindaco Mauro Vicano. Il video, infatti, girava da tempo, sin dalla campagna elettorale per le comunali di Frosinone e fu proposto su diversi fronti, allo schieramento che sosteneva Vicano come al centrodestra. Nessuno però lo ha voluto utilizzare per le elezioni frusinati. Il video, alla fine, è arrivato a Roma ed è divenuto virale con la pubblicazione da parte del Foglio.

Restano gli interrogativi su chi e perché ha voluto che il filmato divenisse virale. È stato un regolamento di conti interno al Pd? O a far uscire quel litigio è stato qualcun altro di altri partiti? Tanto più che la diffusione è avvenuta proprio nell'imminenza della presentazione delle candidature alla camera con Francesco De Angelis che alla fine ha rinunciato (mentre Ruberti si è dimesso da capo di gabinetto del Comune di Roma). Sempre che, chi ha voluto che il video fosse pubblico, non mirasse un po' più in alto, come alla presidenza del Consorzio industriale.