Dire che sia stato un successo è riduttivo, perché mangiare i cosiddetti "Maccaruni cugli feri" secondo la ricetta originale è davvero una celebrazione dei sensi. Un profumo unico, un gusto insuperabile, un arricchimento per la vista, un'occasione per socializzare e vedere un intero paese riunirsi attorno ad un piatto contadino amatissimo.
Stiamo parlando della tradizionale Sagra dei "Maccaruni cugli feri" organizzata dalla Pro loco di Giuliano di Roma, che da ben ventiquattro anni propone a chi vuole accontentare il proprio palato uno dei piatti tipici della cucina del paese, anzi un piatto unico del posto, visto che non si hanno notizie di simili preparazioni altrove. Eppure si tratta di semplici maccheroni preparati con acqua e farina, secondo la tradizione contadina. Con una particolarità, però, che sono cavi all'interno, perché le abili mani delle massaie giulianesi li "sfilano" uno ad uno da un ferro (in genere si usano i ferri degli ombrelli), tirando fuori una specie di spessi "bucatini". Una ricetta che le donne di Giuliano si tramandano di generazione in generazione. Una pasta che poi viene cotta in calderoni e condita con sugo al ragù e pecorino.

Erano due anni che in tantissimi attendevano la ripresa di questo appuntamento, un cult dell'estate giulianese, nel clima dei festeggiamenti per il patrono San Biagio. Tanto che si tiene ogni anno, il mercoledì prima della festa. Finite le restrizioni dettate dal Covid, la gioia e l'attesa è stata tanta ed in centinaia si sono presentati all'appuntamento dello scorso 24 agosto. Sono venuti non solo da tutta la provincia, ma anche da Roma e dal Pontino per non perdere quella che è una vera prelibatezza, unica nel suo genere.