Del progetto della raccolta differenziata dei rifiuti portato avanti fino a questo momento è particolarmente orgogliosa. Un progetto che risponde alle esigenze della città e che gli stessi residenti stanno iniziando ad apprezzare. Il vicesindaco di Pontecorvo, e assessore all'ambiente, Nadia Belli ripercorre le tappe di questo servizio travagliato che è stato al centro, spesso, di molte polemiche. Al netto di tutto, però, dice che non cambierebbe nulla e che rifarebbe esattamente tutto perché si è rivelato il progetto più adeguato per la conformazione della città fluviale. Un progetto che, al momento, è arrivato quasi ai tre quarti di attivazione sul territorio comunale e che viaggi spedito la copertura totale di Pontecorvo.

Vicesindaco oggi la raccolta differenziata viaggia spedita verso la totale attivazione del servizio. A che punto siamo?
«Per esprimermi con una percentuale che renda bene l'idea, direi che siamo al 65% del piano di completa attivazione del nuovo servizio. Il rione Civita è coperta. Non significa che abbiamo finito. Dove emergerà la necessità di implementare, aggiungeremo altre isole. Nei quartieri più popolosi raddoppieremo le postazioni, cioè i cassonetti. Ora stiamo lavorando sul rione Pastine e sulle contrade. Al Pastine le isole saranno le stesse di Civita, mentre nelle campagne introdurremo cassonetti più capienti per alcune tipologie di rifiuto. Nelle contrade posizioneremo le isole di prossimità, così chiamate perché verranno collocate nei punti strategici, lungo le principali vie di accesso, cioè quelle che i residenti percorrono più volte al giorno».

Quando è partito il progetto sono state molte le critiche sollevate. I cittadini come stanno rispondendo oggi?
«I cittadini di Pontecorvo hanno un elevato senso civico. Non lo dico per compiacere, ma perché ne ho avuta contezza già quando la differenziata fu introdotta in alcuni punti di Civita. L'adesione è stata crescente, mese dopo mese. Lentamente, ma tutti abbiamo aderito. Ciò che sta accadendo anche oggi. All'inizio tante persone non hanno visto di buon occhio questa innovazione, poi piano piano si sono convinte. I pontecorvesi sanno che oggi è più utile, opportuno e giusto riciclare, piuttosto che buttare i rifiuti in un campo o interrarli nelle discariche. I miei concittadini hanno cambiato atteggiamento. Non criticano, segnalano ciò che non funziona, chiedono interventi per sistemare i guasti, chiedono più informazioni o di aggiungere secchi. Oggi i cittadini collaborano e sono la persona più felice del mondo perché ho voluto le isole nella profonda convinzione che fossero la soluzione migliore. Ringrazio di cuore il sindaco Anselmo Rotondo che ha sempre difeso e sostenuto questa scelta, il presidente della Asm, Gino Trotto, che ha curato e cura tutta la parte amministrativa e gestionale e il direttore Achille Sangiovanni, che ha messo a disposizione nostra e dei cittadini tutta la sua competenza».

Avete più volte lanciato appelli per il rispetto delle regole. Ancora c'è qualche "furbetto" che cerca di aggirare il sistema, avete scelto la linea dura con sanzioni ai trasgressori.
«I furbetti (che poi a mio avviso più che furbi sono scemi, oltre che incivili) ci sono sempre stati e sempre ci saranno e non solo a Pontecorvo. Penso che serva davvero tanta cretinaggine e tanta povertà d'animo a buttare i rifiuti per strada piuttosto che depositarli nelle isole ecologiche. Abbiamo scelto la linea dura, ma non è una scelta facoltativa. È obbligata. Chi viola la legge, chi contravviene a un regolamento deve essere sanzionato. È così in tutto il mondo e Pontecorvo non può fare eccezione. Mi consola constatare che il fenomeno dell'abbandono selvaggio dei rifiuti è in costante calo e problemi del genere non ce ne saranno più quando tutti i contenitori della vecchia raccolta saranno rimossi, sostituiti dalle nuove isole».

Ripensando a tutto il percorso portato avanti per il progetto della raccolta differenziata ritiene ci sia stato qualche errore? Cosa cambierebbe?
«Errori, si. Qualche disguido. Ritardi anche. Avrei avviato prima la differenziata, ma vi assicuro che le procedure burocratiche e amministrative sono state di una lentezza esasperante. Poi ritardi recenti che però non sono dipesi da noi, ma dai ricorsi delle ditte arrivate, in gara di appalto, alle spalle della vincitrice. Rifarei tutto ciò che ho fatto. Perché, al netto dei ritardi, so che abbiamo fatto la scelta migliore».