"Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre, se non per mezzo di me", questa la frase scelta da don Giuseppe Ghirelli, salutato ieri pomeriggio da una folla immensa che aveva gremito le navate della Chiesa Cattedrale di Santa Maria Annunziata mezz'ora prima della cerimonia funebre; per dirla con le parole del presidente dell'Accademia Bonifaciana Sante de Angelis "erano decenni che non si vedeva la Cattedrale così piena di gente".

Tra i primi banchi, oltre ai familiari, il sindaco Daniele Natalia in fascia tricolore accanto al vice sindaco di Alatri anche lui con la fascia. Tra le centinaia di persone numerosi sindaci dei paesi vicini, ex sindaci ed amministratori. L'emozione vera, però, era quella data dalla moltitudine di gente "normale" accorsa per salutare un bravo prete, un amico di tutti, un sacerdote di cui il vescovo Lorenzo Loppa raccontava "nonostante l'ingombrante compagno di viaggio, che alla fine l'ha avuta vinta sul nostro amato don Giuseppe, sia a giugno che a luglio aveva voluto presenziare alle cerimonie più significative svoltesi ad Alatri".

Monsignor Loppa ha ricordato pure gli incarichi dati a don Giuseppe, inizialmente parroco di Osteria della Fontana e da qui inviato a Carpineto Romano. Nel 2013 la proposta avanzata da don Peppe, la richiesta di poter andare in Etiopia a seguire le genti d'Africa, i bisognosi. Ed ha lasciato un tale ricordo di sé, don Peppe, che il responsabile della Prefettura del territorio etiope ha inviato un lungo messaggio che il vescovo ha letto nella parte finale della Messa, una lettera che iniziava con "caro don Giuseppe, grazie …".

Un breve messaggio, ieri, è stato letto da Giorgio, nipote di don Giuseppe, il quale ha ringraziato a nome della famiglia quanti sono stati loro vicini in questo momento così triste. Al termine della cerimonia, tra le decine di celebranti anche don Domenico Pompili, vescovo di Rieti e dal prossimo 1 ottobre vescovo di Verona, il feretro è stato portato a spalla dagli amici di don Peppe, dai ragazzi non più giovanissimi che lui seguiva in parrocchia e nei campi estivi. Il gruppo di amici che, abbozzando un coro al quale si univano a centinaia, hanno scelto "al cader della giornata", caro ai ragazzi del campeggio montano, in molti sottolineando con le lacrime la strofa finale "quante stelle, dimmi Tu la mia qual'è; non ambisco la più bella, basta sia vicino a Te".