Cantiere aperto in piazza Diamare, ieri il nuovo start dei lavori dopo la breve pausa.
Si tratta di quelli relativi alla pavimentazione che, si spera, si riuscirà a completare in una quindicina di giorni. Poi, pian piano, gli altri interventi: il collocamento della fontanella, dei lampioni, delle panchine. Una parte del materiale atteso è ancora "in viaggio": la crisi dei trasporti non ha favorito i tempi tecnici stilati in prima battura. E neppure le temperature, così alte in alcuni giorni da rendere impossibile rispettare la tabella di marcia.

Eppure la rinnovata piazza Diamare sarà riaffidata ai cassinati insieme a un centro riqualificato già nel mese di ottobre.
Ad affermarlo è stato il consigliere comunale Gennaro Fiorentino che, insieme ad altri consiglieri e tecnici e al vicesindaco Carlino, ha seguito passo dopo passo l'iter in corso. Quasi in dirittura d'arrivo.
«Contiamo per l'inizio di ottobre di poter procedere con l'inaugurazione: così verrà restituita la piazza alla città. Non solo. L'intera piazza e il suo diretto prosieguo, corso della Repubblica. Una trasformazione dell'area del centro a tutto tondo. Un centro che non ha mai ricevuto tanta attenzione - afferma il consigliere Fiorentino - L'obiettivo dell'isola pedonale è primario».

«L'isola pedonale, con gli arredi urbani, il verde, panchine molto particolari saranno di certo un valore aggiunto per tutta la comunità - aggiunge Fiorentino - Credo che faccia piacere un po' a tutti vedere il centro riqualificato, sia a livello architettonico che nei materiali, con una grande attenzione per i particolari. Speriamo che nel giorno dell'inaugurazione, quando sarà tutto in funzione, ci sia il cosiddetto "effetto wow" da parte dei cassinati: questo ci piacerebbe davvero».

Polemiche lontane
Lontane le polemiche relative proprio i lavori in piazza Diamare. Polemiche che Fiorentino definisce un "fuoco di paglia". «Sulla questione della fontanella sono stati alzati polveroni infondati. Certamente andava spostata per rifare il pavimento, ma è rimasta sempre nel progetto: indiscusso il suo valore storico e la sua utilità. Non c'è alcuna ragione per la quale si doveva togliere» spiega il consigliere. Per quanto riguarda la querelle nata sullo spostamento delle piante, invece, si trattava solo di una «questione pratica»: era necessario, spiega Fiorentino, toglierle per dare nuova forma alla piazza.

«Piante che, ci tengo a precisare, sono tenute in vivaio che le sta curando con l'impegno che non appena saranno pronte verranno riconsegnate alla città. In questa prima frase lo spostamento delle cinque piante in questione - sicuramente di valore storico e naturalistico - era necessario anche per curarle: una questione tecnica e non altro. Inoltre abbiamo ricontrollato le acque seguendo le indicazioni di Acea in due tratte di fogna: c'è stato un impegno veramente importante da parte di tutti. Impegno dei tecnici, delle imprese, dei consiglieri e degli amministratori che hanno seguito passo passo tutti i passaggi. Un grande lavoro di squadra».