Odontoiatria sociale e di comunità, diverse le iniziative per tendere una mano a coloro che hanno difficoltà ad accedere alle cure dei denti e del cavo orale.
In provincia di Frosinone sono due gli appuntamenti annuali entrambi realizzati dall'Associazione nazionale dentisti italiani del presidente Gabriele Rea.

Dottor Rea, quali sono i progetti per favorire l'accesso alle cure da parte di tutti?
«Sono due gli eventi che mettiamo in campo: il più rilevante è senz'altro l'Oral Cancer Day, campagna di prevenzione del cancro del cavo orale. Una neoplasia potenzialmente letale ma, se diagnosticata in tempo, può essere trattata in modo conservativo senza esiti postumi invalidanti. Ha luogo ogni ultima domenica di maggio sul territorio del frusinate con presidi nelle piazze, durante i quali offriamo ai cittadini un controllo gratuito».

L'altro evento?
«Si tiene da 42 anni, è previsto per il mese di novembre, mese della prevenzione Andi».
È in fase di preparazione la ripresa del progetto di odontoiatria sociale "Betlemme" che vede coinvolta anche la Asl di Frosinone attraverso il dottor Mauro Giacomi, pronto a tornare in Palestina.
Dottor Giacomi, il progetto riprende finalmente quota?
«Lo speriamo, siamo in fase di organizzazione dopo averlo sospeso per due anni a causa del Covid. Ad ottobre, assieme a medici provenienti da tutta Italia, torneremo in Palestina».

Entriamo nello specifico del programma, di cosa si tratta?
«Come ogni anno, per circa due settimane, andremo ad assistere i poveri e tutti coloro che non hanno le possibilità di pagarsi le cure odontoiatriche. In particolare renderemo servizio all'orfanotrofio della Creche gestito dalle suore della Carità di San Vincenzo de Paoli che in media ospita 70 bambini dagli 0 ai 6 anni ai quali, grazie anche al supporto di studi odontoiatrici locali, con attrezzature avanzate, offriamo cura ed igiene dei denti, in una fase importante come lo sviluppo».

Da dove proviene il team di volontari?
«Da tutta Italia. Si tratta di una squadra di medici molto valida con il volontariato nel sangue. La missione, infatti, è completamente a nostro carico, lavoriamo a titolo gratuito pagandoci le spese».
Cos'è che vi spinge a portare avanti il progetto?
«Troviamo la forza in una frase di suor Sophie: "Per noi ciò che è importante oggi è amare senza tregua. La nostra missione a Betlemme è l'amore di un Dio che si manifesta in tutto il suo splendore"».