Le domande che si fanno tutti sul video di Albino Ruberti e della lite che ha terremotato il Pd è chi lo ha ripreso e quali giri abbia fatto prima di approdare alla redazione del Foglio che per primo lo ha reso pubblico.
Intanto, gli accertamenti che la procura di Frosinone sta conducendo vanno avanti. Si stanno sentendo alcuni dei presenti quella sera come persone informate sui fatti. Non si esclude che possano essere sentiti anche personale e titolare del locale come chi si è affacciato attratto e incuriosito dal trambusto. Le indagini vengono condotte, nel massimo riserbo, dalla squadra mobile della questura di Frosinone.

Posto che al momento non vengono ravvisate ipotesi di reato - ed è difficile ipotizzare che in una tavolata di venti persone si possano trattare argomenti sconvenienti - un aspetto da chiarire, è quali e quanti giri abbia compiuto il filmato. Il punto di partenza è quante persone tra coloro che, la notte del 1° giugno, si sono affacciate alla finestra o erano nei paraggi (i locali quella sera erano affollati) abbiano filmato qualcosa. Che ci siano più video sembra ormai una certezza. Poi bisogna capire cosa l'autore del filmato abbia cercato di farne. A chi ha consegnato quelle immagini. E non è escluso che questi possa anche esser sentito dagli investigatori. Giusto per valutare se e che tipo di interesse possa avere avuto nella vicenda.

Da quel che è emerso, il video, piano piano, ha cominciato a circolare di telefonino in telefonino. È ipotizzabile che, a un certo punto, sia stato utilizzato per un ricatto? Questo è un altro elemento che merita approfondimenti. Anche perché capire chi l'ha registrato o chi evidentemente l'ha successivamente usato servirà a individuare quali scopi intendesse perseguire e quale l'obiettivo da colpire. Va accertato per prima cosa l'ambiente dal quale è pervenuto.

In questi giorni si è parlato di fuoco amico, di una faida interna al Partito democratico. Per colpire chi resta da accertare. Albino Ruberti? Che si è subito dimesso dal posto di capo di gabinetto del sindaco di Roma. Francesco De Angelis? E in questo caso - se fosse lui il vero obiettivo - con quali mire? Quella di farlo desistere da candidarsi al Parlamento (cosa poi avvenuta) o per fargli fare un passo indietro dalla presidenza del Consorzio industriale del Lazio? Suo fratello Vladimiro De Angelis e la sua attività di broker? O anche Sara Battisti e la sua carriera politica? Tutti interrogativi ai quali si cerca di dare una risposta seguendo la pista del video.

Rifiutato dagli esponenti del centrodestra, che non hanno voluto usarlo nella campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale lo scorso giugno, è rimasto in stand by. O almeno così si pensava. Visto che quelle immagini, secondo i bene informati, sono finite addirittura al consiglio regionale del Lazio. E chissà dove altro ancora. E, dunque, alla fine si ritorna alle domande iniziali: chi lo ha passato al Foglio è, dunque, lo stesso che lo ha girato o sono altre persone? E a che scopo?