Pier Paolo Pasolini quest'anno avrebbe compiuto cento anni: poeta scrittore e regista era nato a Bologna il 5 marzo 1922. Sono diversi i personaggi più illustri nello scenario italiano che hanno sfiorato quota cento o dei quali quest'anno ricorre l'anniversario. Scendendo più giù per l'Italia, in Ciociaria si ricorda l'attore Nino Manfredi, originario di Castro dei Volsci, che di anni quest'anno ne avrebbe compiuti centouno. E qui vivono diversi conterranei dell'attore che hanno raggiunto il traguardo dei cento, ma non solo.

Infatti, il primato spetta a tre donne supercentenarie: Maria Grazia Caporuscio nata il 23 novembre 1913, ha 108 anni e 268 giorni e vive a Esperia; Argia De Socio di Ceccano nata il 2 maggio 1914 ha compiuto 108 anni e 108 giorni e Elisa Antonietta Cristinziani nata il 14 giugno 1914 ha 108 anni e 65 giorni e vive ad Arpino.

In provincia di Frosinone si contano 164 residenti che hanno spento le tanto desiderate cento candeline. Stando agli ultimi dati Istat, aggiornati al primo gennaio, la Ciociaria conferma il primato tra le province, esclusa quella di Roma, come la provincia più longeva del Lazio. Infatti Latina ne registra 150, mentre quella di Viterbo e Rieti ne contano solo rispettivamente 79 e 63. Con dieci donne e due uomini Frosinone apre la classifica dei centenari e si aggiudica il primo posto come comune con il maggior numero di persone più longeve. Seguono al secondo posto Cassino e Ceprano con otto donne e due uomini. Al terzo posto i comuni di Ceccano con sei donne e due uomini e Veroli con otto donne. In tutte queste classifiche però c'è un dato che risalta sempre: gli uomini vivono meno delle donne, ma con qualche eccezione.

Una storia lunga cento anni
Era il 10 giugno del 1940 quando l'Italia decise di entrare in guerra al fianco della Germania. Alberto Iannace avrebbe compiuto solo un mese dopo diciotto anni, quando fu ammesso a frequentare il ventunesimo corso motoristi nella base aerea di Napoli. Arruolato nell'Areonautica militare giovanissimo, con ingenuità e incoscienza che contraddistinguono quell'età, ha scelto di rischiare la propria vita e metterla al servizio della patria. Due le medaglie al valor militare che conserva gelosamente e con grande orgoglio. Il freddo, la fame e i compagni caduti in guerra. Decano dell'associazione Arma Areonautica sezione di Frosinone e cento anni compiuti il 12 luglio scorso: tanti i ricordi che ha ancora lucidi, come se fossero accaduti ieri. La guerra in Jugoslavia, la conquista dell'Albania, il conflitto con la Grecia e quello con la Russia. «La guerra è continua, non si ferma mai. Sono partito nel 1941. Il freddo è freddo stavamo a - 55 gradi – racconta il signor Alberto – però dovevamo andare avanti ugualmente. Il mangiare era quello che era. Durante la guerra abbiamo perso più di qualcuno, mi ricordo con molta nostalgia il capitano Iannicelli, morto crivellato per tutto il corpo. A scene di questo tipo purtroppo assistivo ogni giorno. Ho un'altra immagine che non riesco a dimenticare. Durante un'incursione un compagno di squadriglia fu colpito e si lanciò col paracadute, ma il paracadute era lacerato e lui si è schiantato a terra. Li ho chiuso gli occhi, non sono riuscito a guardare. La Russia è stata una campagna molto dura e violenta. Non ci aspettavamo un freddo così – continua con i ricordi – Qualche volta sento ancora oggi le punte delle dita che mi si addormentano per il freddo patito in quegli anni. Dopo la Russia siamo tornati nelle isole italiane: Sicilia, Sardegna e Pantelleria. Giravamo e quando entravano gli aeroplani inglesi li bloccavamo».
Nel 1942 il rientro a Napoli e nell'aprile dell'anno successivo l'episodio in cui ricevette la medaglia al valor militare. «Mi ricordo che era suonato l'allarme – prosegue il signor Alberto – e quando suona il motorista deve mettere in moto gli aerei così da essere pronti per partire e andare a contrastare gli invasori. Uno di questi è stato colpito e perdeva carburante, così sono corso subito a spegnere il motore incurante che sopra di me continuavano a bombardare; evitando in tal modo che scoppiasse un incendio per la presenza intorno di fusti di benzina. La seconda medaglia l'ho ricevuta per la guerra in Russia. Sono storie belle da raccontare ma si rischia davvero la pelle».

L'armistizio e la vita da civile
Qualche mese dopo il riconoscimento di quel gesto così coraggioso «ero ancora a Napoli quando l'Italia il 3 settembre 1943, firmò la resa incondizionata agli Alleati. Posso dire che l'armistizio a mio avviso è stato più violento di cinque anni di guerra – sottolinea – Siamo dovuti scappare, io sono tornato a Frosinone e mi sono nascosto sulle montagne di Vallecorsa, paese in cui sono nato e ho vissuto fino a cinque anni. Ho sofferto molto la solitudine e il timore di essere trovato dai tedeschi. Per fortuna ho ricevuto ospitalità dai pastori del posto». Per chi vive esperienze così forti non è facile tornare alla vita di tutti i giorni. E questo ha portato il signor Alberto a prendere una decisione tanto sofferta ma quanto dovuta. «Ho iniziato la mia carriera in areonautica come Aviere, poi sono diventato Aviere Scelto, Primo Aviere e infine Sargente. Le sofferenze della guerra ti portano a fare un passo indietro e non sono andato oltre questo grado. Avevo 26-27 anni quando ho lasciato l'Areonautica. Mi è dispiaciuto molto e sono tornato alla vita civile a fare il meccanico delle auto a Frosinone. Poi mi sono sposato e nel 1982 sono andato in pensione. Qual è il segreto della mia lunga vita? Resto sorpreso anche io, sinceramente non pensavo di vivere così a lungo e arrivare a compiere cento anni. Posso dire che mangio di tutto e così ho sempre fatto, però non bevo alcolici. Non mi fermo mai, faccio i miei lavori e ho tanti amici. Sto bene anche se qualche acciacco lo sento, ho pur sempre cento anni mica posso essere al 100%».