Il video virale della lite in strada che ha messo in imbarazzo il Pd assume tutti i contorni del giallo. E come in tutti i gialli c'è una procura che si muove e comincia a sentire le prime persone informate sui fatti. Il giallo si colora di spy stories: la manina che compare da una piccola apertura delle persiana e immortala le urla, le minacce e le allusioni nel cuore della notte tra via Minghetti e via Cavour, ma non è la sola perché di filmati in giro ce ne sono più di uno.

Le immagini di quella notte hanno cominciato a circolare da tempo per Frosinone, al punto che tutti sapevano, ad alcuni erano state proposte per motivi elettorali, ma nessuno sa dire chi le ha girate, chi le ha fatte girare, chi ha tentato di piazzarle e perché le ha diffuse, non durante la compagna elettorale per le comunali di Frosinone, ma alla vigilia della scadenza della presentazione delle liste per il rinnovo del Parlamento.

Ciò sollecita una serie di interrogativi. Chi è il vero obiettivo del video? Albino Ruberti, che si è subito dimesso dall'incarico di capo di gabinetto del Comune di Roma, Francesco De Angelis, che ha passato la mano rinunciando alla candidatura alla camera, ma al tempo stesso ha detto no alle richieste di dimissioni (avanzate da Fratelli d'Itali e Rifondazione comunista) da presidente del Consorzio industriale del Lazio o suo fratello, il broker Vladimiro? A chi poteva interessare far emergere quel litigio risalente al 1° giugno? È stata una faida interna ai Dem? O di mezzo ci sono altre consorterie politiche? E ancora: di cosa si è parlato quella sera a cena?

È escluso che possa essere stata solo una partita di calcio, per quanto sentita come il derby capitolino, come i protagonisti si sono affrettati a riferire. Probabile che il calcio sia stata la miccia che ha fatto esplodere la bomba.
Tanti sono ancora le domande alle quali provare a dare una risposta. Al punto che il caso resta di interesse nazionale con gli inviati dei giornali nazionali in giro per il centro storico di Frosinone alla ricerca di nuovi spunti e a spulciare su vecchi e nuovi scandali (c'è chi ha ricordato Concorsopoli) e a evocare una sorta di "maledizione Frosinone" che fa deragliare carriere politiche.

Sta di fatto che, pur non essendoci, al momento, elementi per ipotizzare la contestazione di reati, la procura di Frosinone si sta muovendo con il sostituto Adolfo Coletta. Per ora si tratterebbe di una mera indagine conoscitiva. A muoversi, con la dovuta cautela che questi casi impone, sono gli investigatori della squadra mobile. Gli atti finora compiuti, infatti, sono stati secretati. Ma da quel poco che filtra sarebbero già state sentite le prime persone informate sui fatti. Un modo per cercare di ricostruire, dopo l'acquisizione del video integrale, ciò che è avvenuto quella sera dopo il comizio di Enrico Letta, giunto a Frosinone il 1° giugno a piazza Garibaldi a sostegno della candidatura a sindaco di Domenico Marzi.

A tavola, alla Taverna, come ricostruito dal leader Dem Francesco De Angelis i commensali erano una ventina, reduci proprio dall'evento elettorale. Politici (c'erano anche la consigliera regionale nonché compagna di Ruberti Sara Battisti e il sindaco di Giuliano di Roma Adriano Lampazzi), ma non solo. Di quello di cui si è parlato per il momento sono filtrate solo ipotesi, dato che tutti si sono limitati a riferire di una discussione, poi degenerata, nata per motivi calcistici. Si parla di Roma e Lazio e di un rigore negato all'ultimo derby, ma anche di Juventus, come ha voluto sottolineare lo juventino Francesco De Angelis. Che si sia discusso di politica e dei futuri scenari, soprattutto per le regionali (il Governo Draghi all'epoca non era ancora caduto) è un'ipotesi avanzata da molti, ma smentita dai protagonisti. Che hanno smentito anche che si sia parlato di questioni legate al mondo delle assicurazioni.

Tuttavia, dopo il litigio in mezzo alla strada e le parole grosse volate, in risposta alla famosa frase di Vladimiro De Angelis "Mi ti compro", di Albino Ruberti "Li ammazzo", quel video ha cominciato a diffondersi. E lo ha fatto in maniera sempre più vorticosa. Di cellulare in cellulare ha cominciato a girare finché qualcuno non ha deciso di farne un uso diverso. Come e perché sia stato utilizzato solo a molta distanza dai fatti è un altro elemento che dovrà essere oggetto di accertamento.

In questi giorni si è detto dell'operazione di piazzarlo nel corso delle elezioni comunali, ma i diretti interessati, pur confermando il tentativo, hanno categoricamente rifiutato di usare il video per contrastare l'allora candidato sindaco del centrosinistra e il principale partito che lo sosteneva (la lista del Pd è stata la più votata).

Passate le elezioni, però, il filmato non è rimasto nel cassetto e ha cominciato a circolare di nuovo. Anche fuori Frosinone. Alcuni sostengono sia arrivato fino a Roma in qualche palazzo istituzionale. Poi, a un certo punto, quando mancava appena qualche giorno a formalizzare le liste del Pd per le politiche, che erano già state fatte, ecco la bomba. Il quotidiano il Foglio, poi seguito a ruota dagli altri, lo diffonde. E anche la scelta di affidarsi al Folgio anziché ad altre testate è un altro spunto di riflessione. Il caso esplode, il Pd nazionale chiede le dimissioni con i conseguenti passi indietro di Ruberti e De Angelis. Ora si apre un'altra partita: la caccia all'autore e allo scopo per cui ha deciso di diffonderlo. Ci saranno altri video?