Siccità e caro prezzi. Un'estate difficile per il comparto agroalimentare. A portare una boccata di ossigeno le misure contenute nel decreto "Aiuti Bis", approvate nell'ultimo Consiglio dei ministri e volte a rispondere alle criticità scaturite dall'emergenza siccità, insieme a una serie di provvedimenti su energia, gas e carburanti.
Con 200 milioni di euro nel fondo di solidarietà nazionale, spiega Coldiretti Lazio, arrivano le prime risorse per aiutare le aziende agricole contro gli effetti della siccità, mentre per il caro carburanti c'è l'estensione del credito d'imposta sull'acquisto di gasolio agricolo.

Significative le misure destinate al sostegno delle imprese agricole richieste da Coldiretti, nel corso dell'ultima assemblea nazionale e che sono state accolte dal Governo. «In particolare – spiega il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – è di grande rilievo la previsione di un ulteriore credito di imposta per il terzo trimestre 2022 per gli acquisti di carburante effettuati dalle imprese agricole e della pesca. Tale credito era stato già riconosciuto alle imprese agricole per il primo trimestre 2022 e a quelle della pesca per il primo e secondo trimestre 2022».
Altrettanto importante, sottolinea Coldiretti Lazio, è l'aumento pari a 200 milioni di euro del Fondo di solidarietà nazionale per indennizzare le imprese agricole che hanno subito danni dalla eccezionale siccità verificatasi a partire dai primi mesi del 2022 e che non beneficiavano, al verificarsi dell'evento dannoso, della relativa copertura assicurativa.

«A causa della siccità – aggiunge Granieri – le campagne italiane sono allo stremo con cali produttivi del 45% per il mais e i foraggi che servono all'alimentazione degli animali, del 20% per il latte nelle stalle, del 30% per il frumento duro per la pasta, di oltre un quinto delle produzioni di frumento tenero, del 30% del riso e del 15% di frutta, che è stata ustionata da temperature di 40 gradi». A tutto questo si aggiunge un meno 20% di cozze e vongole che sono state uccise dalla mancanza di ricambio idrico nel Delta del Po.
Preoccupa anche la vendemmia, spiega ancora Coldiretti, appena iniziata in Italia con una prospettiva di un calo del 10% delle uve a livello nazionale. Ed è allarme anche negli uliveti in cui si rischia un vero e proprio crollo delle rese produttive.