Prima gli schiaffi e gli insulti. Poi episodi più violenti, fino ad arrivare a costringerla ad avere un rapporto sessuale contro la sua volontà. Non ha potuto urlare perché accanto, nell'altra stanza, a pochi metri, c'era la loro bambina, di pochi anni. Violenze continue a cui è riuscita a dire basta e a denunciare il suo compagno.

Queste le accuse rivolte da una ventitreenne al compagno, un ventinovenne artigiano che sarà ascoltato in settimana per raccontare la sua versione dei fatti. Intanto nei suoi confronti è stato disposto il divieto di avvicinamento alla donna e ai luoghi da lei frequentati. L'altra sera ha dovuto, infatti, lasciare l'abitazione e allontanarsi. La vicenda riguarda una coppia di un paese della provincia di Frosinone. Non riportiamo il paese di residenza per tutelare la minore.

La ricostruzione
Il gip di Frosinone ha emesso un'ordinanza nei confronti del ventinovenne per un'ipotesi di maltrattamenti in famiglia e abuso sulla compagna con cui conviveva da circa cinque anni e dalla quale ha avuto una bambina. Stando alle accuse i primi dissidi sono iniziati dopo pochi anni dalla convivenza. Lui, molto geloso della donna, pretendeva di controllare il suo telefono cellulare, i social. Pretendeva di avere le password. Davanti al diniego, il ventinovenne, sempre stando alle accuse, colpiva la compagna dandole schiaffi e insultandola. Insulti anche davanti a terze persone. La denigrava sostenendo che era lui a portare avanti la famiglia, che la compagna era una nullafacente. Atteggiamenti violenti continui che la donna sarebbe stata costretta a subire per diverso tempo, fin quando ha deciso di presentare un esposto alla polizia giudiziaria. Ma quando il compagno ne è venuto a conoscenza, invece di cambiare atteggiamento, ha continuato ad aggredire la donna. L'ultimo episodio settimane fa quando avrebbe costretto la ventitreenne ad avere un rapporto contro la sua volontà. La loro bambina era nella stanza accanto e la mamma, per evitare che la piccola si rendesse conto di quello che stava accadendo a poca distanza, non ha urlato e ha subìto la violenza. Violenza che sarebbe stata accertata anche attraverso referti medici. Anche l'uomo avrebbe presentato referti sostenendo di essere stato aggredito dalla compagna. Dopo l'ultimo episodio la vittima ha lasciato il compagno e presentato una nuova denuncia. Il pm aveva chiesto l'applicazione degli arresti domiciliari, il gip ha emesso nei confronti dell'uomo il divieto di avvicinamento a tutti i luoghi frequentati dalla vittima. In settimana il ventinovenne, davanti al suo avvocato Nicola Ottaviani, sarà ascoltato per fornire la sua versione dei fatti.