Quel che è sicuro, almeno per ora, è che Enzo Salera, sindaco di Cassino, non farà la fine del suo predecessore: Carlo Maria D'Alessandro, disarcionato da una congiura interna alla sua stessa maggioranza.
Il motivo è presto detto: Salera, al contrario di D'Alessandro, ha un cementato consenso in seno al suo esecutivo. Dagli assessori ai consiglieri, financo ai partiti che lo hanno sostenuto nella corsa per le amministrative. Con un'eccezione però. La presidente d'aula, Barbara Di Rollo.

La "miss preferenze" del Pd di Cassino, con la sua dote di 757 voti, pare che abbia (nuovamente) fatto saltare la mosca al naso al primo cittadino, al punto che, negli ambienti più intimi di Salera, si parlerebbe di una trama ordita per scavalcarlo politicamente. Che il rapporto tra i due non sia rose e fiori lo è sempre saputo, ma ora si è arrivati ad un punto di massima tensione. «La situazione, qui, non è per niente buona», sibila la presidente. Il casus belli, questa volta, riguarda il finanziamento ottenuto dal comune in merito alla riqualificazione e conseguente pedonalizzazione del corso della Repubblica.

Il progetto della discordia
La notizia, attesa da tempo, è giunta settimana scorsa, annunciata con giubilo dalla consigliera regionale dem Sara Battisti che ha bruciato sul tempo sia Salera che il suo vice e delegato ai Lavori Pubblici Francesco Carlino. Soltanto mercoledì, invece, sono giunte le soddisfazioni di Di Rollo. Un ritardo inusuale per una social compulsiva come lei: è l'esponente politico provinciale più seguito su Instagram con oltre 22.400 followers. Un seguito che farebbe gola persino a ministri e gotha nazionali.
È per questo che il suo lungo silenzio sullo sblocco dei fondi, che concretizzerà l'idea del nuovo centro progettato dall'amministrazione, è apparso sin da subito molto strano.

Nel post, inoltre, le difformità con la comunicazione del primo cittadino non mancano, a partire proprio dalla prima frase: «La decisione della giunta regionale del Lazio di sbloccare un contributo straordinario di 1.100.000 euro per il completamento della pedonalizzazione di piazza Diamare rappresenta un atto concreto di vicinanza e supporto al territorio».
Sicuramente una svista, ma i più maliziosi ci leggono altro. Il finanziamento, infatti, non fa riferimento - com'era nel progetto originario - al completamento della pedonalizzazione di piazza Diamare, i cui lavori sono in dirittura di arrivo, bensì esclusivamente al corso della Repubblica.

Il ruolo di Salera e Leodori
Il primo progetto, che riuniva l'intero ciclo dei lavori alla riqualificazione di piazza Diamare e promosso dalla consigliera Battisti, è stato bocciato. Allora Salera, per rimediare all'errore, è stato costretto ad intervenire in prima persona e, con la perizia del professionista, ha stracciato il vecchio progetto e ne ha presentato uno nuovo, frazionando la riqualificazione in tre diverse fasi: prima piazza Diamare, poi il Corso e, infine, piazza Labriola. Il tutto con il pieno supporto del vicepresidente della giunta regionale Daniele Leodori.

Le amministrative
Per questo nel vedere la Di Rollo attribuire il merito esclusivamente alla Battisti, al primo cittadino sono saltati i nervi. «Io ovviamente ringrazio la consigliera Sara Battisti e la presidente Barbara Di Rollo per l'impegno che ci hanno messo. Ma ho lavorato anch'io assieme a Leodori e ad altri», replica. Un gioco di squadra che né la Battisti, né la Di Rollo hanno evidenziato. Per questo Salera e i suoi fedelissimi stanno persino pensando ad un boicottaggio per indebolire il primo cittadino. Addirittura c'è chi paventa l'idea che qualcuno abbia accarezzato l'idea di terremotare la maggioranza e candidare Barbare Di Rollo contro Enzo Salera. Un'azione sicuramente impensabile, ma che alimenta l'eco della guerra sorda che ormai Salera combatte contro Pensare Democratico, a cui Di Rollo è particolarmente legata. Una guerra che certamente il primo cittadino non pacificherà senza colpo ferire.