Dipendente dell'Ateneo di Cassino demansionato, dopo le parole del rettore dell'Isola l'avvocato Michele Piccolino, difensore del dipendente demansionato, chiede come diritto di replica di poter effettuare alcune precisazioni. Il rettore Dell'Isola aveva specificato come non fosse corretto sovrapporre la gestione economica e organizzativa del periodo in cui la vicenda era maturata con quella attuale. Offrendo, poi, una serie di spiegazioni. Ora l'avvocato Piccolino vuole controbattere.

"Se esiste una parte lesa in questa vicenda è il dottor Biondi, come accertato da sentenze passate in giudicato. Biondi ha visto dieci anni della sua vita distrutti, ha perso la famiglia, ha subìto un danno alla professionalità irreparabile. Se il rettore davvero ritiene, pur non spendendo una parola per solidarizzare con il dipendente e in spregio di quanto accertato da ben cinque differenti giudici, che l'Università di Cassino sia la (seconda) parte lesa in questa vicenda, questi ha tutti i mezzi nonché il potere/dovere di procedere per danno all'erario nei confronti di chi l'ha determinato visto che alcuni degli autori sono ancor oggi in servizio rivestendo anche ruoli apicali nell'Ateneo. Per quanto attiene l'affermazione: "E che risorse umane e finanziarie finora dedicate a questo triste contenzioso, avrebbero potuto essere impiegate a favore dei nostri studenti", non si può non concordare sulla tristezza del contenzioso di certo non voluto dal mio assistito! Il Biondi ha semplicemente fatto valere i suoi diritti di lavoratore di fronte alla magistratura competente.

Vanno però precisate due cose. La prima - prosegue il legale - che nel dicembre 2016 il mio assistito aveva raggiunto un accordo transattivo di massima con il predecessore dell'attuale Rettore, per l'importo di 100.000 euro, pari alla metà di quanto oggi dovuto. Andrebbe appurato il perché il precedente rettore ha poi deciso (in modo quanto mai improvvido) di rinnegare l'accordo raggiunto. In secondo luogo, va detto che dalla data della sentenza ad oggi, non avendo provveduto ancora al saldo del dovuto, sono maturati oltre 2.000 euro di maggiori interessi che costituiscono ulteriore danno all'erario, e così sarà per ogni mese di ritardato pagamento. Queste somme non potrebbero esser meglio impiegate in favore degli studenti?"