Vandali e ladri non vanno mai in vacanza, recita un vecchio detto. E non sbaglia affatto. Purtroppo indigna abbastanza il fatto che il Comune affronti sacrifici e costi a vantaggio del bene collettivo e poi ci sono coloro che, indifferenti, vanificano ogni sforzo, distruggendo ogni cosa bella e utile in giro per la città.
Parliamo di Ferentino, dove l'ente locale aveva rinnovato la segnaletica turistica che evidentemente darà fastidio a qualcuno. Disturbo o è il passatempo preferito di alcuni? Sono stati infatti distrutti irrimediabilmente i nuovi cartelli turistici posti accanto alla Porta Maggiore, meglio nota come gli Archi di Casamari, e al Testamento di Aulo Quintilio Prisco.

Non è da escludere che altra segnaletica, in zone diverse della città, possa avere subito lo stesso trattamento, ci auguriamo di no. Ma non soltanto la cartellonistica turistica è finita nel mirino dei distruttori, che spesso si accaniscono anche contro gli specchi stradali, i segnali stradali, pensiline e quant'altro. Per esempio accanto al cartello sfondato dagli ignoti vicino a Porta Maggiore, è stata divelta pure la struttura in ghisa che sostiene il cestino della raccolta rifiuti. Va detto che era stato creato un bello spaccato in quella zona archeologica di Ferentino ben sistemata dal Comune. A ridosso svettano anche le poderose mura poligonali con la via Francigena, anch'essa attraversata dai "barbari" che negli ultimi tempi hanno danneggiato le staccionate di legno, lasciando così tracce del loro inconfondibile passaggio, oltre alla pregevole abbazia di Santa Maria Maggiore.

Si parla spesso del potenziamento della vigilanza in città e soprattutto delle telecamere della videosorveglianza, ma forse, come si suol dire, è una battaglia persa. Ed a rimetterci è la cittadinanza sulla quale ricadono inevitabilmente le spese di simili bravate. È indignato il dottor Antonio Ribezzo, presidente di Archeoclub d'Italia sede Ferentino: «oltre al danno materiale e d'immagine e a un evidente atteggiamento irrispettoso verso la cosa pubblica – spiega Ribezzo - vi è l'azione diretta, che volutamente si pone a dispregio dello sforzo comune volto a migliorare la visita dei luoghi ed indicarne i siti rappresentativi».