La territorialità come valore aggiunto. Enzo Salera e gli altri quindici sindaci dem del cassinate che hanno deciso sottoscrivere una candidatura comune, che ha portato al nome di Sergio Messore, sindaco di Sant'Ambrogio sul Garigliano, non hanno l'ambizione di scardinare il cementato equilibrio politico nell'area dem provinciale, quanto quello di costruire un percorso autonomo che dia visibilità politica a tutto il territorio del basso Lazio. Una candidatura che sia rappresentativa del cassinate e che consenta, così, di avere uno spazio di manovra e di visibilità capace di aprire nuove prospettive, senza assistere passivamente alla raffica di candidature calate dall'alto.

La "terza via"
«La nostra intenzione è quella di avere una candidatura del territorio e per il territorio, in modo da avere una rappresentante da sostenere in questa campagna elettorale», argomenta il sindaco Salera. La "terza via" prende così forma e lo fa unendo i sindaci e gli amministratori. Più che l'ennesima corrente politica in seno al Partito Democratico sembra una fronda civica: una rete di amministratori, del Pd ma non solo, che fanno squadra per il territorio. Non è un caso, infatti, che Salera abbia un solido ponte che lo unisce anche alle altre gambe del centrosinistra: Pop, Psi, Demos e Azione. A Cassino ha il sostegno di tutti, meno che di Italia Viva che è all'opposizione. Quello che Letta ha messo su in questi giorni di convulsa campagna elettorale, il commercialista cassinate lo ha consolidato già da tempo. Ma non è un sostegno circoscritto alla sola città martire. Con lui dialoga una parte rilevante del centrosinistra di tutto il cassinate.

A ritmo…di Pop
Nel corso delle ultime settimane, sono state condotte non poche tesi a sostegno di una candidata donna che rappresentasse non solo il centrosinistra tout court del basso Lazio, ma che inaugurasse un nuovo percorso slegato dalle vecchie logiche. Così, è stata avanzata la candidatura di Annalisa Paliotta, capogruppo di opposizione a Pontecorvo, punta di lancia del movimento regionale Pop. L'ipotesi è ancora al vaglio, ma sembrerebbe che il suo nome, anche se dovesse riuscire a passare la fase di scrematura, non comparirà nella lista del Pd.

Sacco alza la testa
È un sindaco di centrodestra, ma ha ben compreso che il cassinate ha bisogno di coperture politiche altrimenti rischia la regressione. Giuseppe Sacco, primo cittadino di Roccasecca, nel corso degli ultimi giorni ha chiamato a raccolta i sindaci della Consulta del Cassinate per elaborare un nome comune che rappresenti il territorio ed evitare che sia il pontino, in netta superiorità demografica (parial70%contro il30%delcassinate), a dare le carte. Con questa ambizione, si potrà così perseguire una serie di rivincite morali verso chi per anni ha eclissato politicamente il cassinate. Come? Attraverso l'unità dei sindaci. Per questo il nome di Sergio Messore, pur essendo frutto di una decisione circoscritta ai sindaci di centrosinistra, non è escluso che possa incassare l'avallo anche di altri amministratori, slegati da logiche partitiche, che vedono nella sua scesa in campo, pur trattandosi di una candidatura di servizio, quella dell'intero cassinate.

Il centrodestra
Nel gioco di incastri, il centrodestra corre veloce. Secondo l'Istituto Cattaneo, il collegio uninominale Terracina-Fondi-Gaeta-Formia-Cassino è blindato per la coalizione a trazione Meloni. Per questa ragione, a Roma stanno pensando di affidare la circoscrizione a un big per assicurarne l'elezione. L'ipotesi più accreditata, ma può succedere di tutto, è quella di Paolo Barelli, capogruppo di FI alla Camera nonché presidente della Federazione Italiana Nuoto. E, comunque, a comporre il delicato puzzle saranno comunque gli esponenti del pontino, vista la sproporzione demografica e l'assenza di personalità politiche forti nel cassinate. Fatto sta che gli attori politici di quest'ultimo non staranno certo a guardare. Si ipotizza, infatti, una candidatura nel proporzionale per Rossella Chiusaroli, attuale sub-commissaria provinciale degli azzurri; e per la deputata uscente della Lega Francesca Gerardi. Ma la situazione è quanto mai fluida.