In località Villamagna, ai confini con Sgurgola, sono stati accertati diversi casi di febbre da West Nile, comunemente conosciuta come febbre del Nilo. Si tratta della malattia trasmessa all'uomo tramite la puntura di zanzare comuni che in Italia, negli ultimi tempi, è in forte aumento: i casi sono più che raddoppiati.

La Asl di Frosinone si è attivata, ordinando al Comune di Anagni di circoscrivere l'area dove si sono registrati i casi e di procedere con una disinfestazione.
Nessuna delle persone colpite ad Anagni dal virus West Nile (isolato per la prima volta nel 1937 nell'omonimo distretto dell'Uganda), si trova in condizioni gravi, ma l'accertamento dei casi preoccupa, anche se al momento sono concentrati su un'unica zona dove, probabilmente, si trovano molte zanzare infette.

I sintomi della malattia sono febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati e sfoghi cutanei.
Spesso le persone infette non mostrano alcun sintomo, ma ciò dipende dall'età e dalla persona. Nel caso di puntura a bambini può presentarsi come sintomo una febbre leggera, mentre nei giovani possono presentarsi febbre alta, mal di testa, dolori muscolari e arrossamento degli occhi. In caso di anziani e persone debilitate, la malattia potrebbe presentarsi in forma grave. Una patologia che, comunque, non è contagiosa.

Il virus è stato scoperto molti anni fa e continua a diffondersi principalmente in Africa, Asia occidentale, Australia e America. In Europa, di recente, si sono verificati numerosi casi e in Italia il primo accertato di quest'anno, in provincia di Verona, risale allo scorso giugno. Gli esperti del settore collegano le cause della presenza del virus anche alla siccità e, più in generale, ai repentini cambiamenti climatici.