Prima il Daspo per alcuni tifosi formiani dopo la partita dello scorso 18 maggio a Venafro per l'indisponibilità del "Salveti" tra la squadra di calcio di Cassino e quella del Golfo. Poi, sempre a margine dei tafferugli, le accuse mosse alla squadra della città martire e la risposta dei "Fedayn Cassino" con una orgogliosa «rivendicazione della propria storia». Ora un'altra novità. La polizia di Stato di Isernia ha denunciato i sei tifosi di "Insieme Formia".

Dopo un'articolata attività d'indagine gli uomini della Digos hanno infatti formulato a carico dei tifosi (destinatari di altrettanti Daspo) le accuse - in concorso e a vario titolo - dei reati di danneggiamento aggravato, inosservanza dei provvedimenti dell'autorità, uso di mezzi idonei a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona e lancio di materiale pericoloso in occasione di manifestazioni sportive.

«Nel corso delle operazioni di deflusso, alcuni tifosi, noncuranti degli ordini impartiti loro dall'autorità di pubblica sicurezza, dopo essersi travisati per impedire la propria identificazione, sono scesi dai veicoli nei pressi dello stadio e hanno tentato di aggredire alcuni passanti» fanno sapere dalla Questura. L'intervento della Digos ha evitato il peggio. Ma non il danneggiamento di un'auto con calci e pugni e col lancio di alcuni fumogeni. Gli agenti, sotto la direzione del dottor Marcovecchio Pasquale, grazie anche al prezioso aiuto fornito dalle videoriprese, hanno identificato e denunciato i sei formiani.