«Le aziende agricole sono costrette a produrre in perdita a causa dei rincari scatenati dalla guerra in Ucraina e dalla siccità», ha sottolineato il presidente della Coldiretti Lazio David Granieri. L'analisi della Coldiretti, sulla base di dati Crea, diffusi in occasione dell'assemblea nazionale a Palazzo Rospigliosi a Roma, è chiara. Più di un agricoltore su dieci (13%) è addirittura in una situazione così critica da cessare l'attività.

«La siccità – ha proseguito Granieri – ha aggravato ulteriormente gli effetti del conflitto in Ucraina, con il taglio dei raccolti in media di un terzo. Se l'attuale situazione climatica dovesse perdurare ancora a lungo, i danni da siccità potrebbero arrivare a un miliardo di euro, solo nel Lazio, "bruciando" il 10% del valore della produzione agricola nazionale. Le piogge sono praticamente dimezzate e più di un quarto del territorio nazionale (28%) è a rischio desertificazione».

A soffrire sono maggiormente vigneti e uliveti, «ma ci sono anche gli animali nelle fattorie dove le mucche, con le alte temperature, stanno producendo per lo stress fino al 30% di latte in meno – ha aggiunto Granieri – Occorre intervenire nell'immediato con misure di emergenza per salvare i raccolti e il futuro di aziende e stalle in grave difficoltà. Con l'Anbi, l'associazione nazionale delle bonifiche, Coldiretti ha elaborato un progetto – ha spiegato il presidente – immediatamente cantierabile per la realizzazione di una rete di bacini di accumulo (veri e propri laghetti) per arrivare a raccogliere il 50% dell'acqua dalla pioggia. I laghetti sarebbero realizzati senza cemento, con pietra locale e con le stesse terre di scavo con cui sono stati preparati, per raccogliere l'acqua piovana e utilizzarla in caso di necessità».

Le aziende agricole italiane stanno lottando su tutti i fronti contro aumenti che vanno dal 170% dei concimi al 129% per il gasolio, il vetro costa oltre il 30% in più rispetto allo scorso anno, ma si registra un incremento del 15% per il tetrapack, del 35% per le etichette, del 45% per il cartone, del 60% per i barattoli di banda stagnata, fino ad arrivare al 70% per la plastica, secondo l'analisi Coldiretti. Rincarato anche il trasporto su gomma del 25%.

«I rincari dell'energia hanno un impatto devastante sulla filiera, dal campo alla tavola – ha concluso Granieri – I consumi diretti per le aziende agricole includono i combustibili per trattori e i trasporti mentre fra i consumi indiretti ci sono quelli che derivano da fitosanitari, fertilizzanti e impiego di materiali come la plastica, vetro o tetrapack. Il comparto alimentare richiede invece ingenti quantità di energia, soprattutto calore ed elettricità, per i processi di produzione, trasformazione, conservazione dei prodotti, funzionamento delle macchine e climatizzazione degli ambienti produttivi e di lavoro».