«La situazione è davvero drammatica, siamo preoccupati e speriamo che migliori nelle prossime settimane». L'allarme arriva dai produttori Giovanni Vittiglio, Eugenio Varone e Paolo Ingino dell'azienda agricola biodinamica Aurete.

«Stiamo vivendo in condizioni climatiche davvero estreme – ha spiegato Giovanni Vittiglio – La nostra azienda sorge in un territorio particolare, nel parco naturale dei Monti Aurunci, nella frazione Monticelli, alle spalle del Golfo di Gaeta e a ridosso del Parco nazionale d'Abruzzo. Questo per dire che la nostra zona è già di per sé tendenzialmente secca, ma comunque una situazione così estrema non si era mai verificata».

Aureta è un'azienda giovane, nata nel 2016 con l'obiettivo di riscoprire le antichissime tradizione del territorio. «Abbiamo vigneti piantati da zero con una parte di impianti completamente nuovi e un'altra parte, invece, di recupero di vigneti storici. Tra cui un vigneto dell'ottocento che è un vero e proprio museo a cielo aperto. Stiamo utilizzando l'irrigazione di soccorso per salvare le piante giovani con in media novemila litri di acqua, presi dal pozzo, per annaffiare circa 800 viti – ha continuato – Abbiamo la fortuna di avere nel terreno delle argille rosse, ricche di ferro e magnesio. Una caratteristica tipica del territorio sul quale sorgono i nostri vigneti e questo particolare favorisce una grande capacità di ritenzione idrica. Ma in una situazione di siccità così estrema, neanche questo tipo di suolo riesce ad alimentare la pianta».

Un'azienda che produce tutto al naturale, senza l'utilizzo di lieviti selezionati, a cui la siccità sta provocando un danno ancora più grande nel processo di fermentazione. Per il momento i produttori sperano comunque di salvare il raccolto.