Un odio contro le forze di polizia, palesato anche l'altro ieri, quando è stato rintracciato e arrestato dalla polizia a San Basilio. Ha opposto resistenza ferendo gli agenti. Aveva anche una pistola con il colpo in canna.
Nella nota di ricerca era stata evidenziata la sua pericolosità, in quanto armato di tre pistole illegalmente detenute. Ieri mattina c'è stata la convalida dell'arresto per E.M.B. venticinquenne di origine marocchina. Per lui si sono aperte le porte del carcere di Rebibbia.

La nota di ricerca era stata diramata dal comando provinciale dei carabinieri. In Ciociaria, in particolare nel capoluogo e a Ferentino, ha alcuni amici e familiari. Proprio per questo le ricerche si sono concentrate in provincia di Frosinone e nella capitale. Già noto alle forze dell'ordine per diversi reati tra cui rapina aggravata, furto, evasione, ricettazione. Il venticinquenne, di origine islamica, ritenuto estremamente pericoloso, era ricercato da tutte le forze dell'ordine. Si muoveva con documenti falsi, si faceva chiamare Marco e viaggiava alternando due auto, un'Audi e una Bmw, molto probabilmente rubate. L'altro ieri l'arresto a San Basilio. Il venticinquenne è difeso dall'avvocato Luigi Tozzi.

Secondo gli investigatori si muoveva tra Roma, Frosinone e Ferentino, dove vivono alcuni parenti. Proprio per questo le ricerche si sono concentrate anche in Ciociaria. Sempre stando alle accuse il venticinquenne sarebbe spinto da un forte astio nei confronti delle forze dell'ordine. In alcune occasioni avrebbe scritto sui social messaggi contro le forze di polizia. Anche nel giorno dell'arresto ha mostrato astio, colpendo i poliziotti nel tentativo di sottrarsi al fermo. Con sé aveva una pistola, risultata rubata, con il colpo in canna. Nel marsupio una piccola quantità di cocaina. Il marocchino, come detto, era già noto alle forze dell'ordine per diversi reati. Accusato anche di una rapina avvenuta a giugno scorso in un supermercato a Roma.

Nei giorni scorsi la nota di ricerca diramata dal comando carabinieri di Frosinone alle forze di polizia e venerdì mattina l'arresto a San Basilio a Roma. L'avvocato Tozzi si è opposto sin da subito alla richiesta di custodia cautelare in carcere sostenendo che nessuno poteva provare il corretto funzionamento della pistola perché non era stata sottoposta a un controllo di natura scientifica da parte questura. L'udienza a settembre.