Un'inchiesta che tocca anche la Ciociaria. Un boato devastante. Uno scossone che ha fatto tremare due province fin dalle fondamenta. Anche se il colpo più duro è stato inferto a Terracina, forse il più duro da quando la sua gestione politica e amministrativa è finita sotto la lente della Procura di Latina.
Che adesso ha usato direttamente la mannaia e decapitato l'Amministrazione comunale. Il vertice è saltato in un colpo solo: arrestati il sindaco Roberta Tintari, l'ex vice sindaco Pierpaolo Marcuzzi, il presidente del Consiglio comunale Gianni Percoco, i funzionari che hanno lavorato negli uffici comunali Corrado Costantino e Alberto Leone, l'imprenditore Giampiero La Rocca. E poi interdetti dai pubblici uffici o dall'attività imprenditoriale Raffaele Graziani, Ivo Di Sauro e Alfredo Smaltini, il tecnico comunale Giuseppe Zappone (coinvolto nel processo Pro Infantia), Carlo Sinapi, Giuseppe Mosa e Davide Di Leo.

Insomma: 6 arresti e 7 interdizioni nella maxi operazione della Guardia Costiera e dei Carabinieri di Terracina, che hanno dato esecuzione ad un'ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Latina Giorgia Castriota su richiesta della Procura della Repubblica di Latina, è finito anche l'ex sindaco e oggi europarlamentare europeo, Nicola Procaccini, accusato dei reati di induzione indebita a dare o promettere utilità e turbata libertà degli incanti.

Disposte, inoltre, sanzioni per la società Vib srl, a cui è stata anche revocata la concessione demaniale e vietato per 12 mesi di contrarre con la pubblica amministrazione e disposti il sequestro dei beni dell'Associazione Vela Club nel contesto dell'Arena del Molo, e il terreno e i manufatti, ritenuti abusivi, del camping Romantico della Flacca e del ristorante Sublimare di via del Molo. «Condotte di pubblici funzionari, all'interno del Comune di Terracina, appaiono finalizzate al perseguimento di interessi personali e non coerenti, dunque, con i compiti istituzionali», questo il succo dell'ordinanza che vede complessivamente una cinquantina di indagati e che è culminata nel blitz solo dopo una lunga attività investigativa - circa 12 mesi - sviluppata in pedinamenti, ispezioni, acquisizioni di documenti, di testimonianze, intercettazioni telefoniche ambientali e telematiche.
Le indagini, che hanno consentito di accertare una pluralità di fatti penalmente rilevanti connessi alla gestione dei servizi relativi alla balneazione, nonché condotte di sfruttamento del demanio marittimo pubblico, hanno interessato anche lavori e opere pubbliche: tra questi la realizzazione di un ponte ciclopedonale attraverso l'indebita percezione di fondi europei strutturali Feamp e Flag con conseguenti danni erariali.

«Ai soggetti raggiunti dal provvedimento cautelare - si legge - sono contestati i reati di falso, turbata libertà negli appalti riguardanti l'affidamento in gestione di spiagge e servizi connessi alla balneazione, oltre a frodi, indebite percezioni di erogazioni pubbliche e rivelazioni del segreto d'ufficio».

E in città c'è chi pensa che non finirà qui. Forse gli stessi che sei mesi fa pensavano la stessa cosa quando nell'ambito dell'attività "Mare Sicuro 2019" della Guardia Costiera che aveva riguardato soprattutto alcune aree oggetto di concessione demaniale e, successivamente, proprio l'Arena del Molo - venne arrestato l'allora vicesindaco Marcuzzi, l'esponente di Fratelli d'Italia che si stava preparando per una candidatura alle elezioni regionali e che si era invece ritrovato accusato di falso ideologico, tentata truffa aggravata e turbativa d'asta, oltre che di induzione indebita a dare o promettere utilità a fini elettorali. Una vicenda per cui gli inquirenti hanno chiesto il rinvio a giudizio.

Ci sono anche due ciociari coinvolti, a vario titolo, indagati a piede libero, nell'inchiesta condotta dalla procura di Latina: il già citato Giuseppe Zappone (tecnico comunale) e Giovanna Nardone, 47 anni, accusata in concorso del reato di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e di frode nelle pubbliche forniture.