Mattinata di protesta ieri con numerosi residenti delle contrade Spineto e Colle Rasoio che sono saliti a palazzo Ducale per esprimere tutta la loro rabbia all'amministrazione per le precarie condizioni della viabilità di quella zona. Infatti, quelle contrade erano direttamente servite da due ponti e una strada (lato torrente Mollarino) caduti in disgrazia per i danni causati dal maltempo che dal 2018 provoca alluvioni del torrente e conseguenze nefaste sulla viabilità rappresentata dal ponte in contrada Sabina e la comunale Mollarino. Dell'altro ponte poco distante dal primo in contrada Piedi le Piagge, da tempo (2005) non esiste più perché le strutture precipitarono nel torrente.

Decine di residenti hanno incontrato i vertici dell'amministrazione atinate, presenti al gran completo i consiglieri d'opposizione. Discussi i temi sul tavolo con la pressante richiesta al sindaco di Atina, Adolfo Valente, di dare risposte certe, concrete e rapide sulla sistemazione della comunale Mollarino ora ridotta nella carreggiata per via del fatto che l'alluvione dell'ottobre 2020 ha strappato terreno a ridosso del torrente creando oggettive situazioni di pericolo per chi transita sulla strada. Ora, il transito dei veicoli (di non largo ingombro, però) è possibile grazie alla benevola concessione di una striscia di terreno del proprietario del fondo confinante, concessione che ha oltrepassato i limiti temporali stretti da accordi di due anni fa.

Il sindaco si è detto pronto per un confronto col proprietario, mentre l'opposizione invoca l'emanazione di un'ordinanza per mettere, da una parte, nero su bianco la situazione oramai non più procrastinabile e davanti alle responsabilità gli enti coinvolti e che fanno orecchie da mercante, dall'altra. Si è parlato anche del ponte chiuso al traffico veicolare in località Sabina per il cedimento della carreggiata dovuto alla furia delle acque delle piogge del l'ottobre 2020. Valente ha fatto sapere che da tempo sono stati richiesti finanziamenti per ripristinare la sicurezza e il transito; solo che, considerando i tempi tecnici occorrenti per le pratiche e per rimettere tutto in funzione, occorreranno mesi se non anni. E l'autunno è alle porte.