Quando il cliente digitava il pin per pagare il rifornimento, veniva invitato a effettuare un nuovo accesso, perché a dire dei benzinai, il pos non funzionava. E così l'ignaro malcapitato digitava di nuovo il pin pagando, però, due volte.
Nei guai padre e figlio, un sessantenne e un trentenne, addetti al rifornimento di carburante in un distributore del capoluogo.

Stando alle accuse hanno indebitamente utilizzato le carte di alcuni clienti. L'accusa è di appropriazione indebita. I procedimenti sono stati riuniti e l'udienza di venerdì scorso è stata definita con un patteggiamento a 10 mesi il padre e a 8 mesi il figlio, pena sospesa.
I due sono difesi dagli avvocati Giuseppe Spaziani e Claudia Padovani. I fatti contestati risalgono da settembre 2019 a novembre 2020. Diversi gli episodi.

La ricostruzione
Stando alle accuse anche in tempi diversi, utilizzavano indebitamente, le carte di pagamenti dei clienti, utilizzando 116 operazioni di pagamento per l'importo complessivo di circa 2.500 euro.
In particolare, sempre stando alle accuse, subito dopo che il cliente consegnava loro la carta e digitava il proprio codice pin per il pagamento del rifornimento, sostenevano che il sistema fosse malfunzionante e pertanto lo invitavano a riconsegnare la carta e a digitare nuovamente il codice pin.

Il modus operandi
Padre e figlio effettuavano, attraverso la modalità contactless, sempre stando a quanto contestato, un secondo indebito pagamento per importi sempre inferiori alla somma di 25 euro.
Soldi che venivano accreditati sul conte corrente intestato alla società proprietaria del distributore, ma trattenuti in pari importo dei pagamenti giornalieri in contanti. I benzinai consegnavano così all'ignaro cliente solo lo scontrino del primo pagamento effettuato.