Un'aria tesa per tutto il pomeriggio. Una lunga, lunga attesa. Le repliche della difesa Mottola, il colpo di scena del testimone da ascoltare. Poi la sentenza. Tutti assolti. Pianti e urla in questo momento. L'ultima udienza del processo Mollicone è stata la più difficile da affrontare. Un po' per il peso della stessa vicenda che ha coinvolto tutta l'Italia, un po' per quel sentimento di giustizia per Serena, Guglielmo e Tuzi sentito sotto pelle. Dopo le repliche affidate all'avvocato storico della famiglia Mottola - Francesco Germani - la Corte d'assise di Cassino presieduta dal dottor Capurso è entrata in camera di consiglio.

Sfibrante l'attesa degli imputati, che con un pool d'attacco - guidato dal professor Lavorino - hanno cercato di smontare le accuse della procura. I pm Siravo e Fusco, al termine della lunga requisitoria avevano avanzato richieste durissime: per l'ex maresciallo Franco Mottola, 30 anni. Per Marco Mottola, ritenuto l'autore del colpo mortale, 24; 21 per Anna Maria. Per il luogotenente Vincenzo Quatrale chiesti 15 anni di reclusione per concorso in omicidio: l'ipotesi di istigazione al suicidio nei confronti di Santino Tuzi riformulata in omicidio colposo e per questo prescritta. Per l'appuntato scelto Francesco Suprano, invece, la richiesta è stata di 4 anni per l'ipotesi di favoreggiamento. Fortissime le reazioni in aula.