Donna decisa e incisiva. Straordinariamente competente e con tratti di umanità rari. Ordinario di diritto amministrativo e infaticabile nella sua dedizione all'ateneo cassinate e alla sua crescita. Era inevitabile che al "saluto" di ieri mattina partecipassero tanti colleghi dell'Unicas, afferenti a ogni dipartimento, per brindare insieme alla rettrice vicaria, la professoressa Margherita Interlandi, che lascia (ma non del tutto) l'ateneo del basso Lazio per entrare nell'università di Napoli Federico II.

Sorrisi, qualche lacrima e un calice alzato per un arrivederci che la professoressa ha voluto dare ieri a chi, con lei, ha vissuto l'ateneo "palmo a palmo", in ogni sua componente. «È stata tra i primi sostenitori della mia candidatura e ho condiviso con lei la linea politica di governo dell'ateneo in questi primi otto intensi mesi. Margherita Interlandi - ha detto il rettore Marco Dell'Isola - ha portato avanti il suo mandato di Vicario sempre con una grande condivisione, in modo collaborativo e con una visione dell'Ateneo rivolta alla crescita di tutte le componenti accademiche e, soprattutto, guardando al ruolo propulsivo del nostro Ateneo sul territorio. Ritengo che il trasferimento della professoressa Interlandi rappresenti una grande "perdita" per la governance e per la comunità accademica.

La prof Interlandi è una docente di statura internazionale che ha dato lustro al nostro ateneo. Non mi ha stupito vedere così tante persone al brindisi di saluto. Sono certo che abbiamo vissuto un classico "saluto accademico", ma non un distacco rispetto alla sua collaborazione con noi. Sono certo che Margherita vorrà continuare a coordinare il dottorato sulla pubblica amministrazione e a collaborare in tante attività didattiche e di ricerca nel nostro ateneo».

La professoressa, 44 anni, è ordinario di diritto amministrativo, consigliere giuridico del ministro Affari regionali (Gelmini), componente della commissione redigente per l'attuazione della legge delega sulla disabilità e già consigliere giuridico del ministro nell'Università e ricerca, Manfredi. E l'8 novembre del 2021 era entrata a far parte della quadra del professor Marco Dell'Isola come rettrice vicaria. Ieri per lei, prima del brindisi, l'ultimo consiglio di dipartimento.
Ma sono le sue parole rivolte ai colleghi, attraverso una "lettera", a raccontare gli anni trascorsi in ateneo. «Sono stati molto intensi», ha scritto. «Abbiamo raccolto sfide importanti, che hanno trasformato la nostra esperienza accademica, proiettandola in una dimensione innovativa, sia sotto il profilo didattico che sotto il profilo del rapporto con il territorio e le istituzioni locali.

Abbiamo anche condiviso momenti difficili, soprattutto per i drammatici eventi che hanno segnato la vita del nostro Ateneo (il debito e la pandemia): ci siamo confrontati, scontrati, divisi, ritrovati. Da ognuno di voi ho imparato qualcosa, e di questo vi sono molto grata».
«Avverto anche l'esigenza di rivolgere alcuni ringraziamenti speciali. Innanzitutto agli amici giuristi, al Direttore del Dipartimento e ai colleghi che hanno sostenuto e promosso la mia crescita, dandomi supporto e fiducia anche in situazioni molto difficili, dimostrandomi sempre stima e affetto. A Giovanni Betta, che ha guidato questo Ateneo in condizioni davvero complicate, con una straordinaria determinazione e un entusiasmo contagioso.

Giovanni è una persona splendida ed è stato per me un Rettore, un amico, una guida saggia e premurosa, affidabile e sempre pronto a proiettarci con fiducia verso il futuro». Un pensiero speciale e particolarmente sentito è stato rivolto ai suoi dottorandi come pure ha ringraziato i rappresentanti degli studenti, al personale tecnico amministrativo, «ed in particolare al caro amico Massimiliano Mignanelli, a cui mi lega un affetto profondo e una grande stima.

Infine, un ringraziamento speciale va al magnifico rettore, Marco Dell'Isola, che mi ha dato l'onore e il privilegio di lavorare al suo fianco come vicario, dimostrandomi una fiducia non scontata. Ho creduto in lui, e lui ha creduto in me. E mi addolora moltissimo interrompere una delle esperienze umane e professionali più belle e significative della mia vita. Dalla sua esperienza ho imparato moltissimo, e di questo gli sarò sempre infinitamente grata. Marco è, e sarà, per questo Ateneo una guida forte, leale e sicura, e sono certa che saprà valorizzare, con sapienza e capacità di visione, lo straordinario capitale umano di questa Università. Come ho detto a molti di voi, non andrò via dall'Università di Cassino… semplicemente "estendo" i confini di questa comunità un po' più in là, con l'intento di continuare a lavorare in sinergia con voi, per non disperdere, ma anzi per rafforzare ulteriormente, la nostra straordinaria esperienza accademica, scientifica e istituzionale».