Anche la Ciociaria è coinvolta nell'operazione contro le false licenze Ncc: sequestrati beni per un valore di 1.500.000 euro in tutta Italia.
I finanzieri del comando provinciale di Roma hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dal gip del tribunale capitolino su richiesta della locale procura, a carico di tre società cooperative con sede a Castelnuovo di Porto (Roma), Milano e Avezzano (L'Aquila) e di 36 persone operanti nel settore del trasporto mediante "noleggio con conducente".

Il provvedimento ha ad oggetto quote societarie e autovetture di grossa cilindrata - immatricolate sulla base di falsi titoli autorizzativi secondo l'ipotesi accusatoria - per un valore di circa un milione e mezzo di euro. Le perquisizioni sono scattate ieri in diverse province italiane, tra cui anche quella di Frosinone, dove risiedono alcuni indagati tra coloro che hanno utilizzato le licenze immesse nel mercato parallelo, e molto ben fatte, tanto da sembrare autentiche.

Tali licenze finivano nel mercato parallelo e illegale dove erano rivendute a prezzi notevolmente inferiori, distorcendo così il mercato delle licenze di Ncc.
L'operazione avviene, peraltro, in un momento molto caldo per via delle proteste sullo stralcio del Ddl concorrenza con i tassisti che, dopo aver manifestato la scorsa settimana, a Roma, anche ieri hanno inscenato altre proteste in diverse zone d'Italia. Dall'altra parte, invece, i rappresentanti degli Ncc lamentano azioni contro i conducenti delle Ncc con provocazioni e aggressioni.

Oltre che in Ciociaria le perquisizioni sono state effettuate anche in tutte le altre province del Lazio e a L'Aquila, Chieti, Milano, Varese, Alessandria, Perugia, Reggio Emilia, Brindisi e Trapani, località di residenza degli altri indagati. Per numeri, quella di ieri è una delle più grandi operazioni portate a termine sul territorio nazionale per stroncare il mercato nero delle licenze con conducente. Le indagini delle Fiamme Gialle della compagnia di Fiumicino sono iniziate nel 2020 da una serie di indizi sulla produzione ed il commercio di false licenze per l'esercizio dell'attività di Ncc. Tali titoli erano intestati fittiziamente a diversi Comuni italiani, spesso di piccole dimensioni nell'area romana ma non solo, che nulla sapevano e nulla avevano autorizzato.

Secondo le ipotesi formulate dai finanzieri, le società cooperative, dopo aver predisposto le false licenze attraverso altrettante false attestazioni dei Comuni, le cedevano sul mercato nero. Le somme pagate per l'acquisto delle licenze erano accreditate in maniera frazionata su carte prepagate per non destare troppo nell'occhio. Le licenze erano state impiegate per lo più nelle grandi città, a Roma e Milano soprattutto. Infatti, le autorizzazioni contraffatte sono state registrate alla banca dati dell'ufficio mobilità di Roma al fine di consentire l'accesso nella ztl capitolina e utilizzate per l'immatricolazione delle autovetture, a destinazione a noleggio con conducente, presso vari uffici provinciali della motorizzazione.

Ovviamente, una volta ottenuta la licenza le vetture erano legittimate a operare sull'intero territorio nazionale, sfruttando soprattutto la grande similitudine delle licenze false con quelle vere che il singolo utente non era in grado di riconoscere. Al tempo stesso, il sistema era finalizzato a operare nelle grandi aree metropolitane (e anche in zona aeroporto) dove gli Ncc falsi avevano più possibilità di confondersi con quelli legittimati da titoli veri. In un piccolo comune, al contrario, una licenza del genere poteva destare sospetti. Al momento, ma l'inchiesta è destinata ad allargarsi, sono 52 gli indagati per varie ipotesi di reato che vanno dalla truffa al falso, dalla sostituzione di persona al riciclaggio.