Offese verso un professionista e il sindaco di Pontecorvo ieri pomeriggio è stato condannato in primo grado a una ammenda di 200 euro. La decisione è stata assunta dal tribunale penale di Cassino che ha condannato il primo cittadino di Pontecorvo Anselmo Rotondo per il reato di molestie punito dall'articolo 660 del Codice Penale.

I fatti risalgono alla fine del 2015 e inizi del 2016, quando un professionista di Pontecorvo, difeso dall'avvocato Ivan Caserta, stanco delle ripetute offese e comportamenti ritenuti persecutori del sindaco Rotondo, ha presentato una denuncia ai carabinieri di Pontecorvo che ha portato all'emanazione di un decreto penale di condanna nell'ottobre del 2018.

Anselmo Rotondo si è opposto ed è stato sottoposto a giudizio immediato dal Tribunale Penale di Cassino. Durante il processo sono state presentate le prove, tra le quali un cd contenente le registrazioni delle offese, nonché documenti con i quali la parte civile ha ripercorso tutte le azioni commesse da Rotondo. Il giudice ha dato lettura del dispositivo, riconoscendo la responsabilità di Anselmo Rotondo e condannandolo all'ammenda di 200 euro, oltre che al pagamento delle spese processuali quantificate in 1.500 più oneri.

Ma il sindaco è stato anche condannato a risarcire il danno al professionista, che sarà quantificato in separata sede civile. A dare la notizia è stato direttamente lui, Rotondo, in una diretta Fb alla cittadinanza: «Vi ho sempre tenuto al corrente su ogni situazione accaduta nella nostra città, dal Covid ai progetti o agli obiettivi raggiungi. Adesso vi devo informare si una cosa accaduta da pochi minuti a Cassino».

E ha poi detto: «Nel 2017 sono stato fatto oggetto da un pontecorvese di una denuncia che mi ha visto come imputato di eventuali maltrattamenti fatti a un professionista. Premetto che dal 2015, dal giorno del mio insediamento, sono stato oggetto dallo stesso di una miriade di post offensivi e di una serie di denunce nessuna delle quali è andata a buon fine. Quella di oggi invece ha determinato che il tribunale mi ha condannato a una ammenda di 200 euro. Ma sono certo che la giustizia farà il suo corso e fortunatamente in Italia esistono tre gradi di giudizio per cui andrò avanti e ho già dato mandato ai miei avvocati. Perché sono certo che il fatto non sussiste. Vi terrò aggiornati anche sul secondo e terzo grado».

Poi ha aggiunto: «Il 23 luglio il reato andrà in prescrizione ma io ho deciso di impugnare la sentenza e, dunque, di rinunciare alla prescrizione perché voglio dimostrare la assoluta infondatezza dei fatti».