Clima torrido durante il lavoro e operai e sindacato insieme per avere risposte dall'azienda.
Ieri qualcosa si è mosso e grazie all'Rls Fiom-Cigl si è «ottenuta l'accensione anticipata del raffrescamento e i ventilatori nelle aree più critiche ma non le bottiglie d'acqua agli operai», dice Pierluigi De Filippis, il delegato lavoro e sicurezza per la sigla. Ma prima di arrivare al risultato, l'ennesimo monito della Fiom-Cgil: «Come ogni anno questa organizzazione da sempre attenta alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, aveva avvertito per tempo che con l'arrivo del caldo torrido le condizioni lavorative sarebbero divenute presto insostenibili. Da subito quindi abbiamo sollecitato Fca all'accensione degli impianti di raffrescamento. Cosa che puntualmente non avveniva».

La Fiom chiedeva l'accensione del condizionamento già dalle 5 del mattino e ventilatori nelle zone più critiche e non raggiunte dal "fresco", oltre alle bottigliette di acqua. Ci sono state alcune rimostranze degli operai delle linee della "Trim" il 30 giugno e un'altra a seguire sulla linea "Final".

Così continua la nota del sindacato: «Di lì a poco si svolgeva una commissione Rls per affrontare l'argomento "microclima" nella quale questa organizzazione rivendicava nuovamente la richiesta urgente di potenziare il raffrescamento nelle postazioni sensibili e la richiesta di acqua per i lavoratori».
Quest'ultima non è stata accolta ma dopo la mossa del sindacato si è ottenuto ieri l'accensione anticipata del raffrescamento e i ventilatori nelle ore più critiche.