Un altro autolavaggio irregolare: scattano sigilli e denunce. L'operazione è degli uomini del comandante Pasquale Pugliese che insieme ai carabinieri di Cassino hanno dato un altro duro colpo ai reati ambientali, ponendo sotto sequestro un'attività di autolavaggio che esercitava in pieno centro in alcuni locali deposito annessi a un grande fabbricato residenziale.

La Polizia giudiziaria, durante l'attività ispettiva, avrebbe accertato che il lavaggio dei veicoli avveniva fuori dal locale: lo scivolamento delle acque reflue industriali, sarebbe così confluito nella condotta di fognatura pubblica producendo inquinamento, secondo quanto previsto dal testo unico ambientale. Dettagliata l'informativa di reato inviata alla Procura della Repubblica di Cassino: denunciate due persone in stato di libertà (titolare della attività e proprietario dei locali) per reati in violazione del testo unico ambientale.

Dal controllo effettuato dagli agenti l'attività avrebbe inoltre esercitato in assenza dell'autorizzazione unica ambientale, certificazione di idoneità dell'impianto elettrico, certificazione di agibilità dei locali, contratto di smaltimento rifiuti speciali. Per questo i locali sono stati posti sotto sequestro, grazie all'azione congiunta con i militari della Compagnia di Cassino, coordinati dal capitano Scolaro.

Si tratta del secondo autolavaggio "col trucco" scoperto dagli agenti: a fine dello scorso mese di maggio, infatti, durante un'attività di vigilanza volta alla repressione di reati in danno all'ambiente gli agenti della Municipale avevano riscontrato che un'altra attività di autolavaggio scaricava le acque reflue industriali direttamente nella rete fognaria, bypassando l'impianto di depurazione delle acque.

Anche in quel caso, la polizia aveva provveduto a denunciare in stato di libertà il titolare dell'attività per reati in violazione del testo unico ambientale. E a porre sotto sequestro penale i locali dove era in svolgimento l'attività.