Il Comune ha presentato la Valutazione di incidenza ambientale (in sigla Vinca), lo strumento gestionale per attuare le norme in materia di "Rete Natura 2000" nei territori delle aree protette come quelle del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. E gli allevatori della zona tirano un grosso sospiro di sollievo: il rischio che la loro attività di pascolo diventi abusiva è scongiurato.

«Gli allevatori di Settefrati sono salvi. Per la stesura del Vinca pascoli ci sono voluti 14 mesi tra sopralluoghi, studi e incontri con Regione Lazio e Pnalm», sottolinea il sindaco Riccardo Frattaroli, che aggiunge: «Il costo dello studio per la Vinca pascoli è stato sostenuto dal Comune benché spetterebbe produrla e pagarla a ogni singola azienda». Ma quali sono le conclusioni a cui è giunto il documento completato lo scorso 25 giugno? Leggendole (sono quattordici), si notano indicazioni che dovrebbero riscrivere la secolare storia dei pascoli montani ora compresi nelle aree protette.

Intanto si premette che "Con l'adozione delle prescrizioni contenute nel Piano di gestione ed assestamento forestale, sono state introdotti indirizzi di tutela degli equilibri e delle peculiarità… che le popolazioni locali, interessate soprattutto a un uso produttivo del territorio, difficilmente riescono a recepire nel breve periodo ostentando ataviche tradizioni ed abitudini"; quindi si passa all'elenco delle "indicazioni gestionali e principali interventi di miglioramento necessari alla razionalizzazione dell'attività dell'uso primaverile-estivo dei pascoli di quota ricadenti all'interno della ‘Rete Natura 2000' del Pnalm".

Si va dalla "rotazione-turnazione delle aree pascolo" al recupero, adeguamento e realizzazione ex novo di infrastrutture a supporto dell'allevamento (ripristino pozzi a filtro, vecchi abbeveratoi con cisterne in pietra, alvei dei torrenti, briglie a secco, costruzione di serbatoi interrati). Poi si parla di incentivare e favorire gradualmente la riconversione delle forme di allevamento con ovicaprini a discapito di animali pesanti (bovini ed equini), con finalità di garantire una maggiore tutela nella governabilità delle greggi rispetto alle mandrie scarsamente custodite e promuovere l'adesione delle ditte al "Consorzio Pecorino di Picinisco Dop".